trovare un impiego in thailandiaIl terzo millennio mette l’uomo al centro del mondo, elimina barriere e regala possibilità di essere cittadini del pianeta; non esistono confini, le nazionalità si affievoliscono e i popoli si mescolano, sono moltissimi coloro i quali, presi dal desiderio di cambiamento, decidono di andare a lavorare e a vivere altrove, in posti che, come la Thailandia, fino a poco tempo fa, erano considerati luoghi marginali.

Bene, questo articolo vi guiderà alla ricerca di un posto di lavoro in Thailandia, il paese del sud est asiatico riconosciuto oggi come una delle “piccole tigri”, ovvero una nazione economicamente in crescita e follower tra i più promettenti. Chiunque voglia trovare lavoro e trasferirsi in località come Bangkok, Phuket o Pattaya, deve considerare e raffrontarsi con alcuni punti fermi imprescindibili, valutando le offerte di lavoro con “cauto ottimismo”.

REGOLAMENTAZIONE LEGALE
– L’accesso lavorativo in Thailiandia non è diretto e immediato: bisogna tener presente che questo stato, firmatario dell’accordo ASEAN (trattato del Sud Est Asiatico) favorisce e predilige la manodopera locale o proveniente dai paesi contraenti.

– Gli stranieri possono lavorare sul suolo Thai, ma solo dopo aver espletato una serie di formalità burocratiche. In primis, è necessario rivolgersi all’ambasciata thailandese in Italia per chiedere il visto non -immigrant di tipo B, ciò permette di muoversi alla ricerca del lavoro, e, una volta trovato, di ottenere il permesso e lavorare. L’avere già un contratto di lavoro facilita la concessione del permesso di lavoro.

– Il permesso di lavoro (Thai Work Permit) ha validità annuale e può essere rinnovato di anno in anno.

– E’ fondamentale ricordare che non vi è accesso libero a tutti i mestieri e le professioni: alcune, quali quelle tipiche e tradizionali, sono di esclusivo appannaggio dei locali. Lavorare il legno, cesellare gioielli, maneggiare pietre preziose sono vietate agli stranieri.
E’ bene, quindi, informarsi presso consolati e ambasciate sulle normative del lavoro e avere a disposizione la lista dei lavori non disponibili o vietati per legge agli stranieri.

LAVORO DIPENDENTE
La piccola tigre asiatica è sede di molte multinazionali e queste sono sicuramente un pozzo a cui attingere possibilità lavorative. Fondamentale è la conoscenza della lingua inglese, ma masticare un pò di thai, è ben gradito e costituisce un titolo di merito in più.

Un altro settore che garantisce un buon reddito, è l’insegnamento: i requisiti per insegnare inglese non sono particolarmente selettivi, come pure quelli che permettono di insegnare italiano. Non è richiesta nè abilitazione, nè laurea specifica.

La Thailandia rievoca immagini di paradiso terrestre e turistico, ed ecco un altro settore a cui attingere posizioni lavorative: le coste thai sono colonizzate da villaggi turistici di proprietà di grosse catene, e frequentante da europei o americani, quindi la presenza di personale italiano, è abbondante. Cuochi, chef, animatori, sono i ruoli più ricercati e con maggiori sbocchi occupazionali; possono essere posizioni anche temporanee ma che, in un mercato del lavoro quale quello thailandese che è molto flessibile, possono garantire un’entrata economica di “avviamento” per i nuovi arrivati.

Per cercare e trovare lavoro in Thailandia è possibile consultare alcuni siti aggregatori di offerte di lavoro, quali:
– JOBTHAI.COM
– JOMTOPGUN.COM
-JOBJOB.COM
-THAILANDJOBS77.COM
(Le offerte su questi siti possono essere sia in lingua thai che in lingua inglese)

LAVORO INDIPENDENTE
L’immagine poetica e sognante dell’occidentale che ha mollato tutto e gestisce un bar sulle spiagge bianche thailandesi, è superata e pericolosa. Andare in un paese come la Thailandia non significa sbarcare in una terra priva di regole, quindi è buona norma tenere a mente che esiste un sistema di regolamentazione delle attività commerciali, e che le barriere in entrata devono essere rispettate.

Coloro che vogliono intraprendere un’attività turistica o collegata al turismo, devono necessariamente affiancarsi ad esperti locali in materia, sia per superare la difficoltà delle leggi locali evitando di commettere errori, sia per aggirare l’ostacolo della lingua.
Una possibilità meno vagliata ma valida, è quella di diventare franchees, cioè affiliati di grosse catene commerciali.

Città come Bangkok sono aree metropolitane ad alto tasso di presenza commerciale e lo stato thailandese incentiva le aperture di nuovi punti vendita: informarsi sul sistema incentivi e individuare il franchising vincente, può essere un ottimo modo di avviare l’avventura lavorativa thailandese. Certo, l’investimento iniziale sarà più alto rispetto a quello richiesto per una propria attività di partenza, ma la presenza protettiva di un grande nome, può dare maggiori garanzie.

GIOVANI
Approcciare alla piccola tigre d’Oriente è sicuramente più facile per chi è giovane ed intraprendente. Un approccio soft e molto intelligente, perchè permette di conoscere la realtà thailandese, è quello di mettersi in contatto con la rete di scambi lavoro o il volontariato internazionale. E’ possibile, in questo modo, vivere un’esperienza importante, conoscere i paese e i suoi abitanti, entrare nei costumi nazionali e nella loro mentalità. E’ possibile, insomma, prendere la rincorsa per vivere in questa zona del mondo che al contrario dell’Italia è in continuo fermento.

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