on marzo 30 2010 03:02 pm 0

Investire in Thailandia: avviare un’attività commerciale in Tailandia

L’obiettivo di questa pagina è di fornire informazioni utili per gli operatori italiani che intendono avviare un’attività economica e/o commerciale in Thailandia. A tal fine, offriamo un quadro introduttivo delle principali normative locali di riferimento, degli incentivi o degli altri strumenti di supporto per gli operatori economici interessati a questo Paese e degli eventuali ostacoli di accesso al mercato.

Parte 1

PERCHE’ LA THAILANDIA
La Tailandia rappresenta oggi uno dei paesi più interessanti del Sud-Est Asiatico sotto il profilo commerciale ed economico, anche grazie alla posizione strategica e alla sua appartenenza all’ASEAN, che la pongono al centro di un mercato di oltre 500 milioni di persone.
Il Paese ha saputo superare con tempestività ed efficacia il periodo di rallentamento economico susseguente alla crisi finanziaria del 1997, recuperando in breve tempo piena competitività sui mercati internazionali.

La Tailandia si propone oggi come “hub” regionale per la penetrazione in tutto il mercato asiatico, grazie ad un insieme di elementi favorevoli che possono rendere questo Paese di estremo interesse per gli imprenditori stranieri.
La Thailandia, che già gode di un sistema infrastrutturale di alto livello, ha programmato di spendere oltre 40 miliardi di dollari in progetti pubblici di modernizzazione e sviluppo delle infrastrutture nei prossimi anni. Tali investimenti riguarderanno in via prioritaria le infrastrutture per il settore dei trasporti (19%) e lo sviluppo dei trasporti di massa (25%), ma anche l’edilizia privata, il sistema idrico e il settore energetico, le telecomunicazioni, l’educazione e la sanità.

Allo scopo di affermare il suo carattere di “porta d’accesso” per il sud-est asiatico e più in generale per altri mercati strategici dell’Asia, la Tailandia sta investendo già da tempo nelle sue potenzialità di ‘hub’ regionale. Grazie allo sviluppo di migliori collegamenti e al nuovo aeroporto internazionale di Bangkok, il Paese intende proporsi come rotta privilegiata per tutti i trasporti asiatici, favorendo anche la propria vocazione produttiva fortemente orientata all’export ed al commercio internazionale.

Oltre alla rete dei trasporti e delle comunicazioni, il Paese vanta un ottimo livello d’infrastrutture e può contare sia su un forte settore produttivo, che su un eccellente settore dei servizi, qualificati ed efficienti. Nel complesso, la Tailandia e’ un Paese dinamico e moderno che sta investendo molto nell’innovazione, anche tecnologica e scientifica.
Negli ultimi anni sono state adottate diverse misure di incentivo per i settori dello sviluppo tecnologico, la riqualificazione del personale e la realizzazione di prodotti ad alto valore aggiunto e, al fine di incoraggiare gli investimenti, sono stati inaugurati anche diversi parchi industriali che offrono strutture e servizi all’avanguardia per le aziende che intendano investirvi.

Paragonato per esempio alla Cina, il mercato Tailandese è certamente più facilmente accessibile ed occidentalizzato. La legislazione del lavoro è flessibile, la mano d’opera è qualificata e a costo relativamente basso, le garanzie giudiziarie affidabili. Per un’azienda di piccole o medie dimensioni, che intenda avventurarsi in Asia, la Tailandia può rappresentare un’alternativa di grande interesse.

Il Governo tailandese promuove fortemente gli investimenti esteri diretti, con specifici programmi ed incentivi, gestiti da appositi istituti come il Board of Investment (BOI) e l’Office of Small and Medium Enterprises Promotion (OSMEP). Già nel 2004, uno studio della Commissione per il Commercio e lo Sviluppo delle Nazioni Unite classificava la Thailandia come la quarta nazione più attraente per gli investimenti stranieri. Di pari passo con queste politiche, si è registrata una evoluzione normativa che, nel conformarsi agli impegni presi sul piano internazionale, ha favorito sia gli scambi commerciali che la penetrazione di imprese straniere sul mercato locale. Lo stesso sistema finanziario e creditizio, fortemente colpito dalla crisi finanziaria del 1997, ha beneficiato di un incisivo processo di riforme che ne ha aumentato la trasparenza e la solidità. Inoltre, a dimostrazione della sua crescente apertura agli scambi ed alla cooperazione internazionale, il Paese sta lavorando attivamente per risolvere alcune questioni aperte in tema di accesso al mercato, come i programmi di lotta alla contraffazione e la tutela della proprietà intellettuale promossi di concerto con l’Unione Europea.

Rapporti con l’estero
La Tailandia e’ sostanzialmente favorevole alla liberalizzazione del commercio internazionale e le sue posizioni in ambito multilaterale (ASEAN, WTO, ASEM, APEC) sono solitamente coerenti con tale posizione. Negli ultimi anni essa ha inoltre avviato vari negoziati per accordi bilaterali di libero scambio.
Oltre ad alcuni accordi specifici con i propri partner dell’Asean, il Governo tailandese ha stipulato accordi o avviato negoziati di libero scambio con diversi Paesi dell’Asia e del Pacifico, quali l’Australia, la Nuova Zelanda, la Corea e il Giappone. Con India e Cina, il Governo ha già concluso degli accordi “Early Harvest” che riguardano delle liste di prodotti agricoli, ma sta già considerando la negoziazione di accordi di libero scambio in altri settori.

Con gli Stati Uniti, esiste già un rapporto preferenziale in virtù dell’Amity Treaty del 1966. Al momento i due Paesi stanno negoziando un accordo di libero scambio di ampio respiro.
Per quanto riguarda i Paesi dell’UE, i rapporti bilaterali fanno riferimento all’accordo di cooperazione economica UE-ASEAN del 1980 e, sebbene non esista un accordo specifico tra la Tailandia e l’Unione Europea, la Tailandia trae beneficio dal Sistema delle Preferenze Generalizzate che favorisce le importazioni di alcuni suoi prodotti nell’area dell’UE.

Attualmente principali destinatari delle esportazioni tailandesi sono gli Stati Uniti(15,39%), il Giappone (13,67%), Cina (8,28%), Singapore (6,76%), Hong Kong (5,56%) Tra i Paesi dell’Unione Europea il primo cliente è il Regno Unito, che si colloca al nono posto tra i Paesi acquirenti. Per quanto riguarda le importazioni, il principale partner è il Giappone (22.05%), seguito da Cina (9,44%), Stati Uniti (7,35%), Malesia (6,85%), Emirati Arabi Uniti (4,82%) Singapore (4,55%), il primo paese fornitore dell’Unione Europea è la Germania che si colloca all’undicesimo posto (2,71%).
I principali prodotti esportati dalla Tailandia sono i prodotti informatici, gli apparati elettrici, i prodotti chimici, gioielleria e abbigliamento. L’industria automobilistica è in grande crescita, così come il numero di vetture esportate. Le principali voci di prodotti importati riguardano i prodotti petroliferi, i beni capitali ed i semi lavorati.

L’ITALIA E LA TAILANDIA:  gli operatori italiani in Thailandia
In Tailandia risultano circa 1700 italiani residenti e oltre 500 imprese a partecipazione italiana (dati del Ministero del Commercio tailandese, comprensivi delle società legate alla ristorazione). Dal 1979 esiste una Camera di Commercio Italo -Tailandese ( The Thai-Italian Chamber of Commerce).
In Tailandia operano soprattutto aziende italiane di piccole medie dimensioni, sotto forma di joint venture con imprese locali, filiali od uffici di rappresentanza. L’attività economica italiana si concentra su alcuni settori dei servizi (import-export, ristorazione e rivendita, packaging e imballaggi, fornitura di macchinari, materiali elettrici ed edili) e solo alcune aziende sono impegnate in attività produttive. Nel settore finanziario e creditizio sono presenti il San Paolo IMI, con un Ufficio di Rappresentanza a Bangkok, e le Generali tra le assicurazioni (da segnalare, la presenza di ABN Ambro e Paribas, visto il controllo da essi di recente acquisito su alcuni istitui di credito italiani).
La presenza italiana è particolarmente forte nella ristorazione, nel settore eno-gastronomico ed in quello del design e del lusso.
Il crescente interesse italiano per il mercato locale, nonché il particolare momento propizio dei rapporti economici bilaterali, ha più recentemente incoraggiato l’apertura di nuovi Uffici di Rappresentanza commerciale e di società di consulenza a supporto dell’imprenditoria italiana.

Continua in > Come si costituisce una società in Tailandia: registrazione e incentivi locali

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