Il terzo millennio mette l’uomo al centro del mondo, elimina barriere e regala possibilità di essere cittadini del pianeta; non esistono confini, le nazionalità si affievoliscono e i popoli si mescolano, sono moltissimi coloro i quali, presi dal desiderio di cambiamento, decidono di andare a lavorare e a vivere altrove, in posti che, come la Thailandia, fino a poco tempo fa, erano considerati luoghi marginali. Continua a leggere > Trovare lavoro a Pattaya, Phuket e Bangkok!
Archive for the Category »Visti e documenti per la Thailandia «
Proprio perchè il mondo thailandese è distante anni luce da quello italiano e più in generale, dalla nostra cultura occidentale, è indispensabile un approccio sia per ciò che riguarda i progetti economici da realizzare in loco, sia relativamente alle interrelazioni sociali. E le ambasciate e consolati sono utili per risolvere varie questioni e dubbi a chi, in qualche modo, ha a che fare con la Thailandia. Aprire un’attività su territorio thailandese per esempio e di conseguenza ottenere tutte le informazioni annesse per capire quale business faccia maggiormente al caso proprio. Oppure se si vuole aiutare un amico thailandese a procurarsi il visto per l’Italia o seguire le giuste procedure legali, se si ha intenzione di sposare un/una thailandese.
Ma sono numerosi i tipi di consulenza che ambasciate e consolati danno: finanziaria, legale e commerciale. Inoltre l’assistenza e il patrocinio legale per questioni relative a responsabilità, violazione delle norme penali e risarcimento danni. E poi ancora consulenza fiscale e servizi di amministrazione e segreteria a privati e società che agiscano nell’area thailandese e per ogni tipo di contratto internazionale (di distribuzione di beni e servizi, di fornitura, di import-export, di acquisto e vendita immobiliare, di lavoro subordinato o professionale, di matrimonio, etc.).
Visto per soggiornare in Thailandia
L’ambasciata thailandese in Italia a Roma o alternativamente i vari consolati situati nelle varie città, sono utili a tutti coloro che hanno intenzione di recarsi in Thailandia e di rimanervi per un lungo periodo. Qui, compatibilmente con i requisiti necessari per il loro rilascio, si possono richiedere ed ottenere i vari tipi di visti.
Andando in Thailandia per turismo si può avere, senza alcuna formalità, un visto di 30 giorni. I turisti italiani che intendono restare in loco per un periodo uguale o inferiore ai 30 giorni non avranno bisogno di alcun tipo di documentazione particolare. Potranno prendere il volo per la Thailandia senza dover prima sbrigare alcuna faccenda burocratica. Non è così invece per i cittadini della Repubblica di San Marino che dovranno richiedere prima un visto turistico specifico.
Anche per una permanenza in Thailandia maggiore – 60 giorni – presso le ambasciate o i consolati, dove c’è sempre una rappresentanza diplomatica thailandese, si potrà avere un visto specifico. Per avere questo tipo di visto, sono in genere sufficienti un paio di giorni: il primo si fa richiesta e il giorno seguente si ritira la documentazione.
Qualora si voglia prolungare la permanenza in loco di oltre 30 giorni, si può anche uscire e rientrare inThailandia da un paese vicino quale la Cambogia, il Laos, il Vietnam, la Malesia ecc… Si otterrà così un ulteriore visto all’ingresso di 15 giorni – in caso di attraversamento della frontiera via terra – e di 30 giorni, qualora si arrivi in Thailandia con l’aereo.
E poi c’è l’eventualità di “overstay“, cioè di restare in Thailandia oltre il periodo di permanenza concesso, anche se è vivamente sconsigliato a meno che non vi siano cause di forza maggiore.
Pagando una multa all’ufficio Immigrazione di 500 baht al giorno (12 euro circa) è possibile restare su suolo thailandese fino ad un massimo di 20.000 baht (500 euro). Ma in Thailandia le leggi sono severe e vengono applicate alla lettera: superata dunque questa cifra di multa, lo straniero verrà arrestato e deportato.
E attenzione, approfittare dell’overstay diverse volte consecutive, anche solo per pochi giorni, può costare un timbro rosso sul passaporto con il divieto assoluto di ritorno in Thailandia.
Le ambasciate e i consolati thailandesi in Italia permettono poi di ottenere i visti per motivi di studio. Generalmente gli studenti italiani si recano in Thailandia per conoscere la lingua Thai anche se ultimamente i corsi in Gemmologia, Cucina Thailandese, Terapia di Massaggio e Meditazione sono molto gettonati.
E’ necessario prima inoltrare la richiesta alla scuola che si intende frequentare e una volta ricevuta la lettera di ammissione, ci si può recare con questa in un qualsiasi consolato o ambasciata per ottenere il visto che permetterà di restare in Thailandia da un anno a 15 mesi.
E’ possibile inoltre avere un visto per pensionati, business o per motivi di lavoro.
Situazione Bangkok dicembre 2011
Ma le ambasciate e i consolati in Italia sono utili anche per i consigli ai turisti in merito al viaggio stesso. Ad esempio, in seguito agli allagamenti occorsi nei mesi scorsi, nelle provincie settentrionali – anche se il reale pericolo è scampato – a causa delle acque stagnanti, sono stati registrati alcuni casi sporadici di malattia. Pertanto si consiglia ai viaggiatori di informarsi presso le ambasciate e i loro siti internet alla voce “sanità” sulle precauzioni da prendere e le norme da rispettare. La capitale Bangkok presenta una situazione in via di miglioramento ma esistono ancora disagi, pertanto è anche bene aggiornarsi sulle previsioni meteorologiche.
Consolati e ambasciate consigliano ai turisti di non recarsi nelle province di Si Sa Ket, nelle zone al confine con la Cambogia, a causa della presenza dei eserciti tra i quali occorrono sovente guerriglie e disordini. Anche a sud permangono frequenti atti terroristici dunque i viaggiatori dovranno evitare, salvo motivi strettamente necessari, di recarsi in quei luoghi.
Di seguito riportiamo una lista completa e aggiornata con relativi indirizzi e numeri di telefono delle Ambasciate e Consolati thailandesi in Italia:
Ambasciata della Thailandia a Roma.
Via Nomentana 132, 00162.
Tel. 06 8622051
Fax 06 86220555 – 06 86220556
E-mail: thai.em.rome@wind.it.net
Sito Web: http://www.thaiembassy.org/rome
Sezione Consolare
Tel.: 0686220525-27
Fax: 0686220529
Consolati Generali Onorari della Thailandia.
Catania: via Etna 196, 95129
Tel. 095 7150134
Fax 095 7150134
Genova: via Fiasella 14 – 4/int. 16121
Tel. 010 5492500
Fax 010 591392
Milano: v.le Berengario 15, 20149
Tel. 02 4812617
Fax 02 460299
Napoli: v.le Virgilio 5, 80123
Tel. 081 7690959
Fax 081 5536107
Torino: via A. Genovesi 2, 10128
Tel. 011 503809
Fax 011 504174
Venezia: Sestiere Castello 4419, 30122
Tel/Fax: 041 241 23 70
Vietata la riproduzione, ogni violazione sarà punibile dalla legge (art. 615 c.p. e art. 17 e 64 bis, L. 633/41).
Il visto non immigrant viene richiesto unicamente da tutti coloro che desiderano soggiornare temporaneamente in Thailandia, senza la volontà né di emigrare in questo paese, né di trovare un impiego lavorativo; esistono comunque diverse categorie per questo visto, a seconda delle esigenze, dell’età, e dello scopo del viaggio.
Per quanto riguarda il visto con tipologia O-A, questo viene rilasciato a pensionati o a tutte le persone con età superiore ai 50 anni che vogliono soggiornare in Thailandia per un periodo di tempo che non superi i dodici mesi e senza la volontà di cercare un lavoro.
Ecco i requisiti fondamentali per poter richiedere il visto O-A non immigrant per pensionati ed over 50:
-il richiedente, al momento della presentazione della domanda, deve aver compiuto almeno 50 anni;
-il richiedente deve avere la fedina penale pulita e non aver commesso nessun tipo di reato né nel paese di residenza ed in quello di nazionalità, né in territorio thailandese;
-la richiesta può essere presentata o nel paese di nazionalità, o in quello di residenza, oppure in Thailandia presso l’ambasciata italiana a Bangkok;
-al richiedente non deve essere stato proibito l’ingresso in Thailandia come previsto dalla legge sull’immigrazione BE 2522 (1979);
-il richiedente non deve essere portatore di malattie quali: lebbra, tubercolosi, tossicodipendenza, elefantiasi, sifilide in terza fase, come da regolamento ministeriale numero 14 B.E. 2535. A tale scopo dovrà essere presentato un certificato medico che attesti la buona salute del richiedente, con validità non superiore ai 3 mesi, ed autenticato da un notaio o una rappresentanza diplomatica o consolare.
Per quanto riguarda, invece, la documentazione necessaria per richiedere il visto non immigrant per la Thailandia per pensionati e over 50, ecco qui di seguito i dettagli:
-passaporto valido per un periodo non inferiore a 18 mesi;
-3 moduli compilati per la richiesta del visto;
-3 fototessere recenti del richiedente (formato 4 x 6 cm);
-un formulario con tutti i dati personali;
-una copia dell’estratto conto bancario dal quale risulti depositata una somma di denaro, almeno da 3 mesi, non inferiore a 800.000 baht, oppure il certificato di reddito in copia originale con uno stipendio mensile non inferiore a 65.000 baht, oppure, infine, un conto di deposito più un reddito mensile non inferiore a 800.000 baht annuali;
-nel caso in cui so presenti una copia dell’estratto conto bancario,è necessario allegare una lettera di garanzia da parte della banca in copia originale;
-una lettera, rilasciata dal paese di cittadinanza o di residenza e autenticata da un notaio o da una rappresentanza diplomatica, attestante che il richiedente non ha precedenti penali (la verifica ha validità di 3 mesi);
-se il coniuge non è in possesso di un visto non immigrant O-A, questo potrà rientrare nella categoria di visto non immigrant O, ovvero per congiungimento familiare, solo a seguito della verifica del certificato di matrimonio, autenticato da un atto notarile o da una rappresentanza diplomatica o consolare.
E’ importante sapere che chiunque sia in possesso di un visto non immigrant per pensionati e over 50, pur avendo validità annuale, è obbligato, ogni 90 giorni, a segnalare la propria presenza in Thailandia.
La segnalazione può essere effettuata principalmente in due modi:
-recandosi personalmente presso un ufficio immigrazione presente in loco, oppure, nel caso in cui non sia presente, una stazione di polizia;
-allo scadere dei 90 giorni, spedendo via posta l’apposito modulo di segnalazione (Tor Mor 47), una copia delle pagine del passaporto con la foto del richiedente, i dati personali ed il timbro del visto, eventuali copie di precedenti segnalazioni, ed una busta preaffrancata riportante il vostro indirizzo per la restituzione della ricevuta. La segnalazione via posta deve essere spedita alla Divisione Immigrazione di Bangkok.
Allo scadere del visto, dopo un anno, questo può essere rinnovato, a discrezione del funzionario dell’immigrazione, presentando prove documentate del bonifico bancario o di un conto di deposito in Thailandia con un importo non inferiore agli 800.000 baht, oppure un conto di deposito più un reddito mensile non inferiore agli 800.000 baht annuali.
Vietata la riproduzione, ogni violazione sarà punibile dalla legge (art. 615 c.p. e art. 17 e 64 bis, L. 633/41).
Sono sempre più numerose le scuole, sia a Pattaya che a Phuket, dove gli stranieri possono iscriversi ad un corso, per esempio, di lingua thailandese e poi richiedere presso l’ufficio immigrazione un visto di lunga durata in Thailandia per motivi di studio.
Il visto di istruzione, noto con il nome di “Thai student visa” o “Education visa” viene rilasciato ad un cittadino straniero che frequenta opportuni corsi (a pagamento), attraverso scuole autorizzate dal Ministero della Pubblica Istruzione thailandese.
Per alcune piccole e grandi scuole dislocate in varie zone turistiche della Thailandia, si tratta di un vero e proprio business, un servizio come un altro da offrire a coloro che desiderano soggiornare più a lungo nel paese senza doversi spostare in continuazione.
Ora, alcuni funzionari dell’ufficio immigrazione di Jomtien, con sede in Soi 5, hanno iniziato a rendere difficile la vita a coloro che desiderano usufruire di un visto di istruzione della durata di un anno.
- La scorsa settimana un ragazzo straniero si è recato presso l’ufficio immigrazione di Jomtien con l’intenzione di rinnovare per il settimo anno consecutivo il “visto di soggiorno per studenti”.
In coda, debitamente munito di biglietto numerato ha aspettato il suo turno, presentandosi dopo una breve attesa al banco dell’ufficiale responsabile dei “Visti Istruzione”.
Il “farang”, aveva con se tutti i suoi documenti, debitamente compilati dalla scuola. Il format della domanda era perfetto in tutte le sue parti, comprese le due foto richieste per ogni visto di soggiorno in Thailandia.
Così il funzionario del Pattaya Immigration Police, dopo aver guardato il ragazzo, gli ha detto: “Hai studiato per apprendere la lingua thai per sei anni… è giusto“?
Il farang, rimasto un po’ perplesso per la domanda, ha ovviamente risposto di Sì. L’ufficiale a questo punto ha rivolto lo sguardo verso una acquario che si trovava nelle vicinanze, dicendo in thailandese:
“Il pesce grande mangia il pesce piccolo“. Lo straniero con un cenno quasi impercettibile rivelò di non aver capito nulla. A questo punto l’ufficiale addetto ai visti, con una delle tipiche espressioni thai, ha dapprima gentilmente sorriso e allungando la mano ha applicato sul Student Visa dell’incredulo ragazzo un grosso timbro rosso con la dicitura “ANNULLATO”.
Una recente indagine, condotta dai funzionari di polizia nelle scuole di Pattaya, ha dimostrato come molti “studenti” forestieri sono iscritti ai corsi ma non li frequentano.
A tal proposito il vice direttore della Pubblica Istruzione mette in guardia tutte le scuole thailandesi che offrono “Visa for student” di verificare che l’allievo frequenti abitualmente la scuola con buoni profitti. Agli istituti che non rispetteranno la legge, saranno revocate le licenze. A questo punto, a chi vuole rimanere in Thailandia non rimane altro che munirsi di cartelle, libri e zainetto, senza dimenticare Mai la fatidica frase: “Il pesce grande mangia il pesce piccolo”
Le domande più frequenti riguardo i visti per la Thailandia sono: Che tipo di visto è possibile ottenere, il visto è gratis? per quanti giorni è valido, qual è il costo? Le norme sui visti sono tantissime e differiscono da caso a caso e possono cambiare di anno in anno.
Secondo l’Associazione delle Nazioni dell’Asia Sud-Orientale (ASEAN), un gruppo di ben nove paesi del Sud-Est asiatico potrebbe presto offrire il “visto unificato”, simile a quello attualmente disponibile in Europa. I turisti in visita in Thailandia sranno in grado di viaggiare in Indonesia, Singapore, Cambogia e Vietnam con un solo visto turistico. ASEAN dovrà definire il costo e la durata del visto turistico unico. Al momento non si conoscono i tempi di attuazione dell’ambizioso progetto.
La notizia è ufficiale: l’Ambasciata d’Italia a Bangkok nella prima settimana di febbraio 2011 si sposterà presso la nuova sede. I tempi di organizzazione e realizzazione del trasloco saranno brevi, l’Ufficio consolare rimarrà chiuso per lavori dal 2 al 7 febbraio e tornerà operativo presso il nuovo indirizzo martedì 8 febbraio.
Gli italiani che dovessero avere la necessità di ottenere documenti dall’Ambasciata d’Italia a Bkk, possono contattare gli uffici consolari lunedì 7 febbraio per constatare se sarà possibile avvalersi dei servizi già in quella giornata. Qualora sussista una situazione di emergenza i connazionali possono contattare il numero telefonico 081 8256103 attivo al di fuori dell’orario di apertura al pubblico.
Concluse le operazioni di trasferimento, la nuova sede operativa dell’Ambasciata italiana in Thailandia, avrà un nuovo recapito, vedi il seguente indirizzo:
CRC Tower, All Seasons Place 87 Wireless Road, Lumpini, Phatumwan Bangkok 10330
L’Ufficio visti e l’Ufficio consolare si troveranno al 27mo piano mentre l’Ufficio commerciale, l’Ufficio culturale e la Cancelleria diplomatica saranno collocati al 40esimo piano.
Tel. 02 25 04 970
Fax Ufficio consolare 02 25 04 988
Maggiori info sono disponibili in lingua italiana sulle pagine Web del sito ufficiale dell’Ambasciata d’Italia a Bangkok: www.ambbangkok.esteri.it
Indirizzo Email: ambasciata.bangkok@esteri.it
L’Ente Nazionale per il Turismo Thailandese (TAT) ha annunciato in questi giorni diverse misure per il rilancio del turismo. Tra queste c’è anche la buona notizia che riguarda i visti turistici per la Thailandia: continueranno ad essere erogati gratuitamente fino al 31 marzo 2011 da ambasciate e consolati thailandesi.
Il Governo Thailandese ha infatti divulgato una recente nota in cui si informa che i viaggiatori che intendono visitare il paese possono ottenere un visto Turistico per la Thailandia totalmente gratis.
L’esenzione, come molti turisti e residenti in Thailandia si aspettavano, partirà dal 11 maggio 2010 e si protrarrà fino al 31 Marzo 2011. Tutti gli stranieri compresi gli italiani possono quindi richiedere il visto turistico per la Thailandia senza alcuna aggiunta di tasse, rivolgendosi alle ambasciate e consolati thai più vicini alla loro città. L’esenzione al pagamento non riguarda invece i visti non imigrant B, visto per pensionati, work permit, ed eventuali estensioni, che saranno comunque rilasciate con le solite modalità anche nel 2010-2011.
Il Ministro del turismo e dello sport ha intanto rassicurato che il settore viaggi, nonostante l’agitazione politica che ha afflitto il paese è in ripresa e che l’offerta nel settore del turismo thailandese ha molti punti di forza tra cui visti turistici gratis, sconti sui parcheggi in Thailandia, e un regime di assicurazione gratuita per gli stranieri in visita in Thailandia.
Per ulteriori informazioni è possibile interpellare il Dipartimento Consolare presso il Ministero degli Affari Esteri Thailandese (662-981-7171).
Se state pianificando la vostra prossima vacanze e avete deciso per un viaggio in Thailandia, ci sono alcune
informazioni utili che ogni turista responsabile dovrebbe conoscere prima della partenza. A tal proposito abbiamo riportato in questa pagina alcune risposte alle domande più frequenti relative all’organizzazione di un viaggio nella terra del sorriso.
Ho bisogno di un visto per la mia vacanza in Thailandia?
Per i titolari del passaporto italiano le Autorità di Immigrazione thailandesi concedono di norma, al momento dell’ingresso nel Paese, un visto turistico valido un mese (passaporto con validità
di almeno 6 mesi).
Il visto (rilasciato dall’Ambasciata thailandese o dai consolati di rappresentanza) è necessario solo se il soggiorno in Thailandia è superiore ai 30 gg.
Qual è il fuso orario?
In tutta la Thailandia l’ora rispetto al Greenwich Mean Time è: GMT+7.
Sono sicuri gli ospedali in Thailandia? E’ obbligatoria l’assicurazione sanitaria?
Esistono ospedali pubblici e privati. Le strutture ospedaliere private sono generalmente di buon livello. Assicurazioni sono sempre utili anche se non obbligatorie.
Quali sono le maggiori festività celebrate In Thailandia? Quando vanno in vacanza i Thailandesi?
1 gennaio – Capodanno
6 aprile – Istituzione del Regno di Chakri (data non fissa – luna piena del 3º mese del calendario lunare – Maga Bucha)
1 maggio – Giorno del Lavoro
metà luglio – Khao Phansa (15º giorno della luna crescente del sesto mese lunare – Visakha Bucha
12 agosto – Compleanno della Regina Sirikit
23 ottobre – Memoria del decesso del Re Chulalongkorn (Rama V)
5 dicembre – Compleanno del Re Bhumibhol
10 dicembre – Costituzione
Quali sono le tariffe minime postali e gli orari degli uffici delle poste in Thailandia?
Orario d’ufficio delle poste: lunedì – venerdì, 9.00 – 16.30.
Lettere per l’Italia: tariffa minima via aerea (non oltre 10 grammi): 24 Baht
Lettere nel Paese: 3 Baht
Cartoline da Thailandia in Italia: 15 Baht
Valuta e banche:
La moneta thailandese è il baht.
Orario d’Ufficio delle banche: lunedì – venerdì, 9.00 – 15.30.
Shopping, tasse, mance e ricevute
IVA del 7% rimborsabili per i non-residenti per l’importo superiore del 5000 baht.
Le mance non sono obbligatorie ma è prassi comune dare circa una mancia del 5% del conto.
Automobili e circolazione stradale
Per guidare sul territorio thailandese è richiesta la patente internazionale. La guida è a sinistra (come in Inghilterra) oppure la patente thailandese se residenti in Thailandia (la Thailandia è
sottoscritta alla Convenzione sul traffico stradale del 10 settembre 1949 ed è in corso di ratificare quella del 1968).
Voltaggio
220 Volt AC, 50 (cicli) tutto il territorio. Multipli interruttori e spine.
Fino alla metà degli anni 90 molti occidentali che vivevano e/o lavoravano in Thailandia, per rimanere in regola con il visto di soggiorno uscivano dal paese prima della scadenza del permesso. Entravano semplicemente in un paese confinante con la Thailandia, e si recavano presso l’ambasciata thailandese o al consolato più vicino per richiedere un nuovo visto per poi rientrare nuovamente in Thailandia. Molte persone affrontavano questo tipo di viaggio 4 volte all’anno che ben presto divenne noto come “visa run “.
Molti stranieri residenti in Thailandia, hanno fatto questo per anni, più precisamente per tutta la durata del loro passaporto; 10 anni.

Visto per la Thailandia
Spesso questi farang (così vengono chiamati gli stranieri in Thailandia) usavano i visti turistici per uno scopo diverso da quello a cui erano destinati. Le autorità thailandesi negli anni 90 avevano una politica sull’ immigrazione “rilassante” e chiudevano spesso un occhio. L’importante era essere cittadini onesti e anche quando era evidente che il visto turistico in realtà veniva usato per motivi di lavoro le autorità preposte all’immigrazione non creavano alcun problema. Ma con il passare del tempo gli stranieri che affrontavano numerosi viaggi per procurarsi un nuovo visto si stancarono del sistema, che risultava al quanto noioso e decisamente scomodo. Alcuni astuti uomini d’affari hanno così iniziato a proporre un nuovo servizio visti, che non obbligasse il proprietario del passaporto ad uscire dal paese. Per i farang diventava così facile procurarsi un nuovo visto legale al 100% ma procurato in maniera clandestina.
Il costo del nuovo servizio variava. Per un visto turistico il costo si aggirava attorno i 3.000 baht (la moneta ufficiale della Thailandia) semplicemente per inviare il passaporto fuori del paese. Per il visto no-immigran B c’era un supplemento di 3.000 – 4.000 baht, il che significa un costo totale di 6.000 – 7.000 baht.
Il vantaggio di inviare il passaporto fuori dal paese è che il titolare del passaporto poteva rimanere in Thailandia continuando la propria vacanza o lavoro, senza affrontare il fastidio del viaggio e le spese per soggiornare fuori del paese. Le organizzazioni preposte a offrire questo singolare servizio, pubblicizzavano nella sezione annunci del Bangkok Post e altri giornali popolari questo affare durato per molti anni in modo del tutto indisturbato.
La principale società si chiamava Thai Visa, con un ufficio in Soi Sukhumvit 23 gestito professionalmente da uno svedese e dalla moglie thailandese. Si trattava di un business portato avanti in grande stile con l’appoggio di altre società. Quanto stava avvenendo era effettivamente illegale. Ovviamente i giornalisti del Bangkok Post o redattori non erano al corrente di come si svolgevano esattamente i fatti.
Il modo in cui i passaporti venivano spediti all’estero era il seguente: un cliente presentava il proprio passaporto alla società incaricata che tramite un servizio di posta celere (EMS servizio di alta velocità rintracciabile) spediva il passaporto al sud della Thailandia, dove un agente prendeva in carico un mucchio di passaporti di altri clienti e con essi attraversava il confine. Questo agente viaggiava su un bus turistico insieme a molti stranieri che non scendevano dal mini-bus, i funzionari dell’immigrazione su ciascun lato del confine mettevano semplicemente il timbro sui passaporti , in questo modo risultava che il cliente usciva dalla Thailandia e rientrava nel paese attraverso la Malesia.
Il passaporto veniva poi rimandato a Bangkok da EMS (posta celere) dove arrivava il giorno successivo. Se invece il titolare del passaporto aveva bisogno di un visto consolare e non solo il timbro di frontiera, quindi un visto del tutto nuovo, questo poteva essere acquistato presso un consolato o un’ambasciata fuori dalla thailandia. Il passaporto veniva mandato al consolato thailandese di Penang, dove il visto sarebbe stato applicato, senza che realtà il proprietario del passaporto fosse visto dal personale dell’ambasciata. Il passaporto continuava poi il suo viaggio di ritorno attraverso il confine, tornando in ufficio a Bangkok, dove il suo proprietario poteva in tutta tranquillità ritirarlo.
Ci sono stati molti businesses con questo servizio che a quanto pare veniva gestito senza problemi. Il primo colpo grosso per il industria sui visti è stato verso la fine dell’anno 2000, quando la situazione familiare dello svedese era peggiorata, avendo avuto un grande litigio con la moglie thailandese che ha tra le altre cose fracassato l’intera facciata di vetro del Thai shophouse Visa.
La moglie sapeva degli affari fruttuosi del marito e dopo il litigio non ha voluto conciliare il loro rapporto, informando la polizia di quanto avveniva. Lo svedese in seguito alla denuncia è stato arrestato e successivamente espulso dal paese e inserito in una lista nera (anche se corre voce che qualche tempo dopo era tornato in Thailandia).
Intanto i clienti ricorrenti dovevano ritirare i loro passaporti ed erano confusi quando trovarono lo Shophouse chiuso, senza alcun biglietto sulla porta per spiegare quello che era inspiegabilmente successo! Questa vicenda è stata ripresa dai giornali in lingua inglese ed è diventata un importante punto di dibattito sui forum online più popolari del momento. Anche se non sapremo mai il numero esatto, si dice che i passaporti di circa 30 farang erano al momento dell’ arrestato da qualche parte in transito tra la Malesia e la Thailandia. Alla fine fortunatamente tutti i passaporti sono stati restituiti ai loro proprietari, senza che questi subissero sanzioni penali.
Dopo questa vicenda in Thailandia iniziava l’era dei timbri falsi, i visti di entrata e di uscita però non venivano registrati nel computer dell’ufficio immigrazione. Nel caso del famigerato caso; Visti Khao San Road, dove i visti procurati ai farang erano molto chiaramente falsi, quando questi viaggiatori realmente uscivano dal paese sul computer dell’ ufficio immigrazione non cera traccia dei visti!
L’abuso dei visti facili da parte degli stranieri ha reso oggi più difficile il soggiorno per coloro che desiderano restare in Thailandia per lunghi periodi di tempo. Se le cose fossero rimaste come ai bei vecchi tempi, non ci sarebbe alcun bisogno di questa sezione del sito!
