Archive for the Category »Thailandia: cultura e credenze del popolo thailandese «

Sokran Festival in Thailandia: sale il numero dei morti!

BANGKOK, aprile 2012- Il Sokran Festival, un tempo in Thailandia veniva celebrato con rituali sacri, ma oggi in molte località turistiche, come ad esempio Pattaya e Phuket ha perso sfortunatamente gran parte del suo significato religioso originale.

La festa dell'acqua in Thailandia molti anni faNel passato il tradizionale Songkran, veniva celebrato versando poche gocce di acqua sulle mani degli anziani e la festa dell’acqua si svolgeva secondo un preciso rituale di comportamenti che si rifacevano sempre alle più antiche tradizioni religiose.

Oggi viceversa, chi visita Pattaya, difficilmente assisterà a cerimonie religiose o incontrerà persone che si riuniscono in preghiera per celebrare il Buddha.

La festa dell’acqua si è invece trasformata in un pericoloso carnevale, dove la gente inebetita dall’alcool ricorre “disperatamente” a ogni mezzo disponibile, persino alle pompe antincendio per gareggiare a chi lancia più acqua sulla folla.

Secondo dati ufficiali riportati dal Centro di Monitoraggio per la Sicurezza Stradale della Thailandia, sino al 15 aprile sono stati registrati 210 morti e 2.288 feriti. Gli incidenti ufficialmente segnalati sono 2.134, molti dei quali dovuti ad un eccessivo consumo di alcol.

Rispetto al 2011 il numero di decessi durante il Sokran Festival sono in aumento e purtroppo a Pattaya prima di ritornare alla vita normale si dovrà aspettare fino alla mezzanotte del 19 aprile.

Mentre nella provincia settentrionale di Phichit è stato registrato i più alto numero di incidenti mortali, c’è ancora chi si ostina a ripetere che la festa dell’acqua in Thailandia è di buon auspicio per l’anno nuovo, ignorando una gran parte di thailandesi e soprattutto turisti che del Songkran ne farebbero volentieri a meno!

La cultura thailandese – video

Per chi arriva in Thailandia la prima volta è difficile decodificare la verità riguardo alla cultura thailandese, ma dopo aver girato il paese da Nord a Sud si capisce ben presto quanto è importante lo spiccato sentimento di orgoglio nazionale e lo spirito di comunità tra la gente.

I Thai rispetto agli occidentali sembrano andare molto più d’accordo. Ad esempio le persone in Thailandia, in caso di difficoltà, sono pronte ad aiutare i vicini di casa, molto più di quanto succede oggi in Europa.

Tuttavia anche in questa società esistono le controversie: abbiamo spesso sentito parlare del movimento delle “camicie rosse”, in genere formato da abitanti delle campagne, sempre in lotta con le “camice gialle” (pro monarchiche) alle quali appartengono molte ricchezze.

Nonostante queste divisioni politiche e disuguaglianze sociali tutti i thailandesi sono incredibilmente patriottici e amano il loro paese. Sono  proprio questi i fattori che producono la vera forza della Thailandia. Capire la cultura thailandese è comunque complicato quanto assimilare le sottigliezze del buddhismo Theravada.

I thailandesi sono persone molto orgogliose e anche se li sentirete lamentarsi del traffico di Bangkok, l’inquinamento, l’economia, la corruzione e altri aspetti della vita, il loro amore per il paese rimane molto forte. Se siete turisti bisognerebbe evitare in una conversazione di mettere in evidenza o criticare alcuni aspetti della Thailandia, specialmente tra persone con una livello di istruzione modesto.

Buona educazione e usanze da rispettare nel paese, cosa fare e non fare

- Togliere le scarpe quando si entra in casa di privati, templi e musei o in alcune guesthouse e negozi.

- In Thailandia il Re e la famiglia reale sono molto rispettati. Se vi trovate al cinema e  viene suonato l’inno nazionale allora bisogna semplicemente alzarsi in piedi e seguire l’esempio di tutti.

- Guardatevi dal criticare la monarchia perche’ ogni insulto pubblico al re e’ punibile con il carcere.

- Bisogna inoltre evitare di calpestare o strappare anche per gioco una banconota che ritrae l’immagine del monarca.

- Nei templi buddisti si entra scalzi e ci si siede badando bene a non mostrare i piedi al buddha (sacrilegio!).

- Nei negozi non si tiene la porta quando si entra o si riesce.

- Non innervosirsi, alzare la voce o perdere la calma, questi segnali sono considerati fuoriluogo, veri e propri segni di debolezza.
Di fronte a questo tipo di atteggiamento un thailandese può perdere la calma se viene tirato in causa. Nella società  thailandese perdere la faccia in pubblico è considerata una vergogna, soprattutto se alla scena sono presenti dei testimoni.

- In molte situazioni è buona regola mantenere il sorriso, serve non soltanto a dare il benvenuto, ma anche a scusarsi. In questa maniera si evitano inutili spiegazioni, fraintendimenti, scontri verbali e gesti di cui ci si potrebbe pentire.

Video guida sulla Cultura della Thailandia

Immagine anteprima YouTube
Famosi in Thailandia (video)

- Il Re Bhumibol nato nel 1927 e incoronato nel 1950 è visibile ovunque in Thailandia. Molto creativo, ha fatto brevettare un invenzione per combattere la siccità che consiste nel produrre nubi a diverse temperature con l’uso di aerei. Ingegnoso no?

Il Re e la sua famiglia a ragion veduta sono molto rispettati nel paese e il suo compleanno  viene celebrato il 5 dicembre con grandi festeggiamenti, soprattutto a Bangkok, dove nel dicembre 2007 gli ottant’anni del Re sono stati celebrati in pompa magna.

- Bundit Ungrangsee: direttore d’orchestra che gode della stima di Lorin Maazel. Ha studiato alla New York Philharmonic Orchestra e si interessa sia alle musiche tradizionali thailandesi che ai classici occidentali. Un grande artista!

- Sanhe Sangsuk: scrittore pubblicato all’estero e considerato il “Joyce thailandese”… I suoi due romanzi più famosi sono: Veleno (edito in Italia da Rosellina Archinto nel 2002) e L’ombra bianca. I suoi racconti vi faranno scoprire il Sud della Thailandia lontano dai clichè delle riviste patinate.

- Attadech Lowapharp: nato nel 1971 a Bangkok, questo giovane disegnatore sta diventando di anno in anno sempre più famoso. Lavora la ceramica e la pocellana, ma è noto soprattutto per i suoi vasi a forma di radici, lunghi, molto lunghi.

- Hu Sengla, nato nel 1924 è morto nel 2001 è divenuto famoso soprattutto per l’eccezionale capigliatura la più lunga del mondo secondo il guinness dei primati  ben 5,79 metri.

- Tony Jaa: la star della muay thai sul grande schermo cinematografico, nato a Surin nel 1976, apparso in Ong Bak I e II e The Protector – La legge del muay thai, vedi anche: Film sulla Thailandia.

Nel 2005, la star del cinema thailandese Tony Jaa ha presentato a Parigi il suo film: Tom-Yum-Goong, dove ha colto l’occasione per esibirsi in un suggestivo spettacolo di fronte a un nutrito gruppo di giornalisti.

Il video con Tony Jaa in una sua esibizione

Immagine anteprima YouTube
Buffalo Girls: nuovo film-documentario girato in Thailandia (video)

Una delle giovani protagoniste del documentario girato in Thailandia: Buffalo girlsBangkok 2012 – Buffalo Girls è un nuovo documentario sulla cultura della Thailandia; la Muay Thai o boxe thailandese. Non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che i protagonisti del film – documentario, sono due bambine di otto anni.

Stam e Pet sono piccole, ma già considerate pugili e professionisti affermati di Muay Thai; combattono in piccole arene sotterranee per vincere premi in denaro che serviranno ad aiutare le loro famiglie che vivono nelle zone rurali della Thailandia.

Il film racconta come queste ragazze si affrontano sia fisicamente che emotivamente sul ring per vincere il loro campionato nazionale di Muay Thai, che alla fine cambierà per sempre la vita del vincitore!

Video Buffalo Girls

Scheda del film:
Cast & Crew
Direttore
Todd Kellstein

Produttore esecutivo
Michael Raimondi
Noah Haeussner
Paul Rachman
Produttore
Lanette Phillips, Jonathon Ker
Co-produttore
Michael J. Pierce
Produttore associato
Nopporn Jumpon
Takako Yagi
Editore
Zimo Huang
Musica
Scott Hackwith

Chinatown: quartiere cinese di Bangkok

Chinatown Bangkok TailandiaIl quartiere di Chinatown a Bangkok è un’attrazione turistica imperdibile per chi si reca nella capitale thailandese e vi si accede da un enorme ingresso cerimoniale in puro stile cinese.  Chinatown si trova intorno alle due vie parallele Yaowarat e Charoen.
La visita è possibile esclusivamente a piedi e immediatamente si viene quasi travolti da un’atmosfera tutta orientale, in cui si alternano ristoranti, bancarelle sui quali acquistare specialità gastronomiche, negozi di oreficeria e di medicina tradizionale cinese.

Ci sono molte cose da vedere a Chinatown, tenendo conto che il14% degli edifici del quartiere sono classificati come storici e sono considerati come una importante testimonianza dell’architettura delle origini di Bangkok.
Nel dedalo di strade, devono essere assolutamente percorse le claustrofobiche soi (viuzze) che rappresentano un vero e proprio salto indietro nel tempo coni suoi profumi di fritto e di pellami.

Ma nel quartiere si trova anche il più grande e importante tempio buddhista cinese, il Wat Mangkon Kamalawat, la cui visita è irrinunciabile per il suo stile particolare e per i vari altari anche taoisti e confuciani. Durante il Capodanno Cinese diviene il fulcro dei festeggiamenti e sarebbe quello il periodo migliore per visitare Chinatown.

Per vedere la più grande statua dorata di Buddha invece dovete recarvi a Wat Traimit nella strada Yaowarat, quasi 5 metri di altezza e oltre 5 tonnellate di peso.

Nelle stradine tra Yaowarat e il fiume è tutto un fiorire di bancarelle sulle quali si può trovare di tutto dagli articoli funerari cinesi, alle verdure tipiche.
Altro angolo imperdibile è Pahurat, che è una sorta di enorme mercato delle pulci con negozi di ogni tipo, sui quali si può risparmiare circa il 40% visto che non si pagano i dazi. Tra le curiosità c’è Little India dove si vendono grandi varietà di tessuti indiani.

Meglio lasciar perdere invece il “mercato dei ladri” la cui fama non è tra le migliori.
Se siete alla ricerca di oggetti oreficeria Chinatown è il posto giusto, vi si trova la più alta concentrazione di mercanti di preziosi della capitale,
ma il quartiere è anche un punto di ritrovo per gli amanti della cucina cinese.

Cartina strade e alberghi a Chinatown BangkokAlla fine di Yaowarat road si dipartono numerosi vicoli con decine di appetitose trattorie che propongono granchi e gamberi alla griglia pesce ecc… Al massimo si tratta di tre sedie attorno un paio di tavoli dove viene proposta una cucina rigorosamente autoctona. Di sera regna una simpatica atmosfera di luci, motori, fumo, e folla…
Nel cuore di Chinatown non mancano infine alberghi e guest house per tutti i gusti e tutte le tasche, (vedi mappa).

Vietata la riproduzione. Website Content Protection

Popolazione della Thailandia

Grafico crescita della popolazione in ThailandiaIl principale gruppo etnico della Thailandia sono i Thai: si tratta di una popolazione, anticamente chiamata Tai Kadai, proveniente dalla zona sud occidentale della Cina, le cui testimonianze risalgono al VI secolo d.C. Storicamente l’etnia dei Thai invase parecchi territori, fino a stabilirsi, intorno all’anno 960, con varie ondate migratorie, fino al sud est asiatico. Attualmente rappresentanti di questa popolazione sono presenti, oltre che in Thailandia, anche nel nord est dell’India, nell’Assam, tra le popolazioni che costituiscono l’isola di Hainan, in Cina nel Sichuan.

Quella che può essere definita oggi giorno la cultura thailandese vede le sue origini nell’incontro con la cultura Khmer, che diffuse e fidelizzò alla religione buddhista Theravada la maggior parte della popolazione, lasciando cadere nel oblio la religione induista fino ad allora praticata.

Nonostante la popolazione in Thailandia sia suddivisa in numerosi gruppi regionali (nord orientali, centrali, settentrionali e meridionali), dei quali parlano i dialetti, sono accomunati dalla stessa lingua ufficiale: il thailandese, nel quale sono rilevabili influenze sanscrite, khmer e pali, e possiede un alfabeto proprio, derivante dall’antico brahmi indiano.

Sebbene il gruppo più numeroso di questa popolazione si trovi nell’Isan, a preservare maggiormente la lingua e la cultura di questa etnia è stato il gruppo Thai centrale.
L’arrivo nel territorio di numerosi immigrati ha in qualche modo condizionato la cultura nel paese. In modo particolare si può riscontrare l’influenza da parte delle culture cinese ed indiana. Tratti caratteristici di quest’ultima è, per esempio, il saluto con le mani giunte e l’inchino della testa in avanti.

Due delle arti indigene dei Thai più conosciute ed apprezzate in tutto il mondo sono la Ram Muay, una danza tradizionale che viene coreograficamente eseguita, prima di ogni incontro di Muay Thai (un po’ come la capoeira brasiliana), ed il Nang Yai, meglio conosciuto come teatro delle ombre, ben differenziato dalla più nota arte delle ombre cinesi.

La popolazione thailandese sprattutto a Bangkok vanta un discreto tasso di alfabetizzazione, ed è incline agli studi, in particolar modo nei campi riguardanti lo sviluppo culturale e tecnologico nazionale.
Tuttavia il mestiere più diffuso tra la popolazione è l’agricoltore, in quanto la zona possiede una terra alluvionale molto ricca che produce prodotti da esportazione, come per esempio tapioca (dalla quale si deriva la farina), caucciù, riso, ananas, zucchero, mais.
Le industrie locali sono in via di sviluppo e si occupano prevalentemente di elettronica ed abbigliamento. Una buona risorsa è anche la pesca ed il turismo internazionale, concentrato prevalentemente nelle zone costiere.

Il totale della popolazione in Thailandia, secondo l’ultimo censimento del 2011 è di 68,14 milioni di persone. Questa pagina contiene una tabella con dati precisi circa la crescita demografica di questo ultimo decennio nel paese.
Vietata la riproduzione. Website Content Protection

Elefanti in Thailandia (Video)

Elefante in ThailandiaLa Thailandia, conosciuta in passato anche come Siam, è una nazione ricca di storia e dalle grandi tradizioni che nel corso dei secoli si sono tramandate di generazione in generazione. Una di queste è senza dubbio il culto e l’adorazione di un animale diventato uno dei simboli del paese. Stiamo parlando dell’elefante asiatico.
Qualora vi doveste trovare per qualsiasi ragione a Bangkok o in una qualsiasi altra parte della nazione asiatica, immediatamente vi accorgereste dell’importanza che questo animale rappresenta per i thailandesi.

Il governo ha proclamato il 13 marzo una giornata di festa nazionale per rendere omaggio agli Elefanti in virtù della centralità che hanno occupato ed occupano in termini di cultura per questo popolo. Inoltre, nella capitale esiste addirittura un Museo Nazionale dedicato.

Ma perché hanno tanta importanza?

Il motivo è sicuramente riscontrabile in ambito religioso, infatti nelle due religioni più diffuse in Thailandia e cioè il Buddismo e l’Induismo, la figura dell’Elefante ricopre un importantissimo ruolo. Secondo la tradizione,  il fatto stesso di possedere un Elefante, era visto e probabilmente è visto ancora tutt’ora, come simbolo di grande forza e sicurezza. Anche gli stessi Re sceglievano i più belli per rendere ancora più prestigiose le varie cerimonie di corte e gli eredi maschi al trono dovevano studiare ed imparare a cavalcarli e soprattutto ad utilizzarli nelle battaglie.

Sono diverse, infatti, le battaglie che sono state vinte grazie all’utilizzo di questi imponenti animali i quali avevano il doppio scopo, sia di essere utilizzati per lo spostamento di pesanti ordigni bellici, e sia per l’assalto vero e proprio.

Un altro motivo per cui l’Elefante è così considerato risiede nel fatto che l’esemplare di colore bianco aveva ed ha un significato mistico di grande purezza, ci sono addirittura leggende che parlano di enormi poteri sacri insiti in loro. Credenza che è stata addirittura motivo di molte guerre tra Thailandia e Birmania, proprio per contendersi quanti più esemplari possibili.

Oggi ne sono rimasti pochissimi, e pare siano quasi tutti di proprietà dell’attuale Re. Purtroppo il diffondersi del turismo in queste bellissime zone ha fatto sì  che si perdesse un po’ il culto e il rispetto verso questo fantastico e  mitico mammifero vertebrato che attualmente viene per lo più utilizzato in faticosi lavori, oppure in piccoli villaggi come attrazione turistica.

Ricordiamo infine che questi pachidermi sono i più grossi mammiferi a quattro zampe esistenti sulla terra; animali assai intelligenti, siano essi di specie africana o asiatica.

Di seguito riportiamo un video molto triste che testimonia come una elefantessa indiana, una mamma di 22 anni, abbia sviluppato la consapevolezza della morte. Qui la vediamo quando scopre che la figlia di appena 3 mesi è morta. Il filmato è stato girato presso lo zoo di Monaco di Baviera.

Visitare il Palazzo Reale di Bangkok

Grand Palace Bangkok ThailandiaBangkok nasce come una piccola cittadina portuale, e si sviluppa sotto il regno di Re Rama I, che conquista la città nel XVIII secolo. Nel 1782 Re Rama la istituisce capitale del regno, e vi costruisce una serie di sontuosi palazzi, tra i quali il Palazzo Reale, in thailandese Phra Borom Maha Ratcha Wang. La costruzione del Palazzo si conclude nel 1785, anno in cui diventa la residenza ufficiale del re di Thailandia. Nel corso dei secoli  l’edificio è stato più volte ristrutturato ed ampliato, sia con l’aggiunta di nuovi edifici che con la sostituzione dei più vecchi, divenuti ormai obsoleti.

Il Palazzo Reale è una sorta di città in miniatura, situato nell’isola di Ratankosin. L’area scelta da Re Rama I per edificare la residenza reale, nonché sede del governo, è molto vicina al fiume Chao Phraya, e all’epoca  della costruzione era abitata in gran parte da mercanti cinesi, che in seguito si trasferirono a Yaowarat, attualmente una delle più grandi chinatown del mondo.

Il Palazzo è circondato da 1900 metri di mura, che racchiudono un’area di circa 218.400 metri quadrati. All’interno del complesso sono presenti vari edifici, tra i quali il Tempio del Buddha di Smeraldo, in thailandese Wat Phra Keow, che contiene un’enorme statua di giada raffigurante il buddha, considerata la più sacra in Thailandia; il Tempio del Buddha Reclinato (Wat Pho) e il Salone Chakri Mahaprasad.
Il Palazzo venne inaugurato nel 1785 insieme alla piazza antistante, la cosiddetta Piazza Reale, o Sanam Luang.

I Re Rama V, Rama VI e Rama VII scelsero un’altra residenza reale, ma nel 1945 il Re Ananda Mahidol tornò a risiedere nel Palazzo, fino alla sua morte, avvenuta l’anno successivo in circostanze misteriose. Il suo successore, Bhumibol Adulyadej, si trasferì a Palazzo Chitralada, e il Palazzo Reale rimase comunque residenza ufficiale, utilizzata per cerimonie reali e come sede dell’ufficio della Famiglia Reale e del Segretario Privato del Re.

Il complesso si compone di 4 parti distinte: il cortile esterno, il cortile interno, il cortile centrale e il Wat Phra Keow. Quest’ultimo, il più significativo, si presenta come un connubio di stili ed epoche diverse, che contiene il fulcro del palazzo stesso, il tempio principale, quello del Buddha di Smeraldo, tra le reliquie più venerate dalla popolazione.
Il Grand Palace, che spicca all’interno della piccola cittadina, è costruito in stile rinascimentale italiano.

Per entrare nel Palazzo Reale è necessario non indossare pantaloncini corti e maglie a maniche corte; nel caso non si disponesse di altri vestiti, si possono noleggiare all’ingresso. Il biglietto, che comprende anche l’ammissione alla Wimanmek Golden Teak Mansion, costa 200 baht. Il Palazzo Reale è aperto tutta la giornata, dalle 8.30 alle 19.00, anche se non tutte le stanze sono accessibili ai turisti. Nel Grand Palace, ad esempio,  solo le anticamere sono visitabili, mentre il resto dell’edificio è riservato ad alcune feste ufficiali, come la cerimonia dell’incoronazione.

Attenzione ai procacciatori (soprattutto quelli alla guida dei tuk tuk), vi diranno che i templi del palazzo sono chiusi che sono riservati solo ai thailandesi e nel frattempo vi proporranno dei tour o vi porteranno nei negozi dove percepiscono una provvigione. Rifiutate cortesemente e proseguite per la vostra strada. Lo stesso vale per i mercanti di pietre preziose spesso è tutto molto falso!
Vietata la riproduzione. Website Content Protection

Feste ed eventi in Thailandia

Ragazze thai al Songkran festivalI thailandesi amano le feste e ci sono eventi che si svolgono solo in determinate regioni o città del paese. In Thailandia l’anno solare è del resto costellato di festività, siano esse religiose o laiche, nazionali o locali , allegre o solenni, tutte diventano una occasione di svago e vengono considerate importanti.

La festa più sentita è sicuramente quella della Monarchia, che si svolge in occasione del compleanno del Re il giorno 5 dicembre. In questa occasione specialmente Bangkok diventa teatro di una miriade di manifestazioni; cinema all’aperto, concerti, mentre al contrario molti siti sono chiusi e non c’è musica nei bar.

La Thailandia ha inoltre  “adottato” per ragioni di mero business molte feste di origine cristiane come il Natale. Nelle zone turistiche come Phuket e Pattaya i supermercati vengono inghirlandati come in Italia e in molti alberghi si svolge persino il classico veglione.

Capodanno dal 31 dicembre al primo gennaio: giorni festivi a Bangkok, questo significa bagno di folla sia nella capitale ma ancor più nella località balneare di Pattaya, raggiunta da migliaia di thailandesi per celebrare l’evento e partecipare al Countdown Festival. In questo periodo dell’anno pulman, treni e hotel sono strapieni.

Capodanno cinese fine gennaio inizio febbraio: festa di famiglia molto sentita in Thailandia si celebra oltre che nella capitale anche in altre 11 provincie del paese. Fuochi d’artificio e petardi vengono esplosi in tutto il paese e a tutte le ore. E’ il giorno più importante del calendario cinese e secondo la storia i thailandesi discendono dai Tai-Kadai, una razza che è arrivata dalla Cina. Durante la festa scendono per le strade, non soltanto nella zona di Chinatown a Bangkok le tipiche sfilate in costume, le danze dei leoni e dei draghi e i carri allegorici con acrobati e ballerini. Molti negozi rimangono chiusi per 4 giorni.

Magha Puja è una delle celebrazioni buddiste più importanti, cade il giorno di luna piena (circa ultima settimana di febbraio o ai primi di marzo). In questo giorno vengono ricordati quattro importanti eventi che hanno contrassegnato la vita del Buddha.

Il 13 marzo si celebra in molte aree del Paese, come nell’antica capitale di Ayutthaya, la Giornata Nazionale dell’Elefante, durante la quale questi enormi mammiferi, simbolo della Thailandia, vengono omaggiati con caschi di banane tra canzoni e danze thailandesi.

Una ricorrenza tipica della Thailandia è la Gara dei cervi volanti che si tiene a Bangkok nel periodo marzo-aprile tutti i pomeriggi alle 16.30 in Sanam Luang. Il gioco consiste consiste nell’aggredire gli aquiloni avversari tentando di far cadere i “cervi volanti”. Tutto dipende dal vento e bisogna prestare attenzione ai fili elettrici.

Giorno dei Chakri: si tratta di una festa dedicata interamente all’attuale dinastia. Si tiene il 6 febbraio con cerimonie presso il Buddha di Smeraldo a Bangkok.

Il Songkran è una delle feste più attese dai thailandesi, prevede che la gente scenda in strada e si prenda a secchiate d’acqua. A Pattaya si svolge dal 13 al 19 aprile, anche se ufficialmente la festa dovrebbe durare dal 13 Aprile fino al 15 Aprile. Si tratta del capodanno buddhista ed è molto sentito anche a Chiang Mai e naturalmente a Bangkok.

Questo evento è conosciuto anche con il nome di festa dell’acqua ed è senza dubbio la più importante ricorrenza del paese. Riunisce in sé riti solenni e kermesse popolari. La tradizione vuole che si portino offerte ai templi, dove le principali statue del buddha vengono cosparse di acqua benedetta. Le famiglie rendono omaggio anche ai loro membri più anziani e le case vengono ripuliti da cima a fondo: per le strade regna un’atmosfera di allegria con parate multicolori, concorsi di bellezza e secchiate d’acqua scherzosamente gettate sui passanti. Durante questa festa ogni anno in Thailandia succedono moltissimi incidenti, si consiglia di prestare un minimo di attenzione e di limitare l’uso di veicoli stradali.

Giorno della incoronazione (5 maggio): giorno festivo.

Labour Ceremony (si tiene a metà maggio), trattasi di una cerimonia indù che segna l’inizio della piantagione del riso.

Un altro importante evento che a Bangkok ha particolare risalto è la Cerimonia dell’Aratura Reale, che saluta l’inizio della primavera (metà maggio in Thailandia). La tradizione risale ad un antico rituale brahamico, scomparso nel corso dei secoli e ripristinato nel 1960, che segna l’inizio della semina del riso. Il re della Thailandia segue tuttora la cerimonia, che prevede dei buoi bianchi che trainano l’arato, seguiti da quattro donne che portano in mano contenitori argentati e dorati contenenti appunto il riso da seminare.

Sempre a maggio viene ricordato l’anniversario della nascita del Buddha. La celebrazione buddista Visahka Puja è considerata una delle feste thailandesi tra le più belle. Nei templi si svolgono processioni con le candele.

La festa dei razzi nota con il nome di Bun bang fai è un evento che si celebra in maggio nella parte nord-est della Thailandia: in questo rituale troviamo influenze brahmaniche, buddiste e animiste. Enormi razzi di produzione artigianale vengono allegramente portati in giro per le vie della città e quindi dopo due giorni di celebrazioni vengono lasciati andare il più in alto possibile, trasportati nel cielo dalle leggere correnti d’aria con l’auspicio di far scendere la pioggia.

Khao Phansa Festival: durante la luna piena nel mese di luglio si celebra questa festa religiosa molto sentita a Ubon Ratchathani, nel Nord-Est. La maggior parte delle scuole e organizzazioni programmano una sfilata di candele presso il tempio locale.

Il 12 agosto i thailandesi festeggiano il compleanno della loro amata regina Sirikit: in Thailandia giorno festivo e festa della mamma.

Ok Pansa è una festa di origine buddista che si celebra in ottobre, durante l’evento si festeggia la fine della stagione delle piogge e la gente offre nuove vesti ai monaci buddhisti. Processioni ed eventi spettacolari si tengono nel nord-est e sud della Thailandia.

Di origine cinese invece il Festival Vegetariano che si svolge ogni anno a Phuket (solitamente ottobre), e che prevede dieci giorni senza carne e una serie di riti, spesso cruenti, per propiziare gli dei. Il Festival si svolge durante i primi nove giorni del nono mese lunare.

Loy Kratong è il più rilevante evento di novembre in Thailandia. Questa festa trae origine dalle tradizioni buddhista e indiana, ed è una celebrazione spettacolare, in cui vengono accese luci in tutto il paese, lungo le rive di fiumi e canali, per rendere omaggio all’acqua. Inoltre migliaia di piccole zattere fatte di foglie di banano vengono lasciate alla deriva per simboleggiare il pentimento e la richiesta di perdono per i peccati commessi durante l’anno. La festa si svolge in tutto il paese, ma a Bangkok assume un sapore particolare, sia a Sukhotahi, lungo le sponde del Chao Praya, che a Chiang Mai, dove l’evento rivive in chiave storica.

Ricordiamo infine che lo spirito godereccio in Thailandia è molto diffuso. Su una pietra risalente all’epoca di Sukhotai sono state trovate incise le seguenti parole: “Si riuniscono al suono di strumenti musicali per cantare e danzare. Chi vuol divertirsi , si diverta; chi vuole ridere, rida”.

Vietata la riproduzione. Website Content Protection

Storia della Thailandia

Antica mappa dell'impero ThaiQuando si sente nominare la Thailandia, subito si associa questo paese a spiagge da sogno, mare cristallino, luoghi esotici e scenari da favola, ma, se si guarda più in profondità, è possibile scorgere un luogo ricco di cultura e di coesione, la cui civiltà affonda le sue radici nella lontana era preistorica.

Questo Stato dell’Asia Sudorientale, definito anche “la terra del sorriso”, ha infatti origini antichissime e, nel corso degli anni, la civiltà che ha popolato questa zona sin dall’inizio si è evoluta fino a diventare quella che è visibile a tutti oggi, formata da più di 60 milioni di abitanti.

La maggior parte delle testimonianze sull’esistenza di un’era preistorica in Thailandia sono localizzate principalmente nella parte nordorientale del paese, dove si trovano, infatti, alcuni siti archeologici risalenti a più di 5000 anni fa; in questa parte del paese si può attestare la più antica coltivazione di riso non solo dell’Asia, ma probabilmente del mondo intero, senza parlare di quella della lavorazione del bronzo, per cui la Thailandia è conosciuta da sempre e a cui deve i suoi splendidi periodi d’oro.
A tutto ciò va aggiunto il ritrovamento di manufatti in pietra che provano la presenza di insediamenti di popoli preistorici in tutta la zona peninsulare del paese; l’Indocina, come anche la Thailandia, furono popolate da stirpi del gruppo europide ricollegabile ai Vedda e, successivamente, dai paleomongolidi, attratti dalle fertili pianure del paese, ed oggi attuali abitatori della Cambogia.

Si sa con certezza che la Thailandia fu popolata principalmente da tre diverse etnie: Monaci, Khmers (che rappresentavano la forza dominante del paese) e Thais, che cominciarono a popolare questo paese molto tardi rispetto agli altri due gruppi; questa etnia, di carattere cinese e proveniente dal Nord, arrivò ad insediarsi in Thailandia nel corso di diverse migrazioni, che culminarono nel XIII secolo con l’occupazione dell’intera pianura del Menam e dei bacini intermontani.
Originariamente, infatti, il gruppo etnico dei thai viveva nella Cina sudoccidentale e la loro prima traccia in Thailandia risale al XII secolo, secondo quanto attesta un’iscrizione ritrovata in un tempio dedicato al Re Khmer situato nel complesso di Angkor Wat in Cambogia, ove i thai si definivano vassalli dei Khmers.
Proprio loro, infatti, abitavano questo paese da ormai molti secoli, come attestano i diversi ritrovamenti archeologici di questa civiltà, databili al VI e VII secolo a.C.; la popolazione thai rimase, pertanto, per lungo tempo sotto l’influenza del sovrano Khmer, ma nel 1238, il capo della tribù thai Khun Bang Klang Thao dichiarò l’indipendenza del suo popolo che, da allora, fu riconosciuto con il termine thai, ovvero “liberi”.

La nuova civiltà stabilì il proprio regno, chiamato Sri Indraditya, a Sukhothai (ovvero “l’alba della felicità”), nella grandissima valle di Menam, lungo il fiume Chao Phraya: cominciarono, da allora, diverse lotte tra i thai ed i Khmers, che portarono alla conquista di diverse regioni da parte dei thai, portando al loro rafforzamento sia dal punto di vista territoriale che della supremazia.

Dopo un periodo di declino, la civiltà thai conobbe una nuova epoca di splendore con la dinastia Ayutthaya che trasformò la Thailandia nello stato più potente dell’Asia sudorientale; la monarchia durò per ben 34 regni fino al 1767, anno in cui ci fu l’invasione degli eserciti birmani che rasero al suolo la capitale, ma grazie ai due eroi nazionali Taksin e Chao Phaya Chakri, gli invasori furono cacciati e la Thailandia venne riunita sotto la dinastia dei Chakri: nel 1782 salì al trono Rama I, il primo sovrano di questa nuova dinastia.

Venne fondata una nuova capitale lungo le rive del fiume di un villaggio chiamato Bangkok (“villaggio delle susine selvatiche”) e, nel corso dei successivi 200 anni, i diversi sovrani che regnarono preservarono il paese dalle colonizzazioni rendendo la Thailandia uno stato moderno ed evoluto.
Si può affermare con certezza che è a partire dalla civiltà thai che ebbe origine l’Impero Siamese, unificato da una stessa lingua, religione e cultura e che, dal 1949, ha cambiato il suo nome in Thailandia.

Per quanto riguarda la lingua, il primo testo scritto è l’iscrizione di Ramkhamhaeng, datata al 1292 e dedicata al re di Sukhothai; alla fine del 1300, il monarca Ramathibodi definì il buddhismo theravada la religione ufficiale della Thailandia, divenendo, nel corso dei secoli, anche il fulcro della vita culturale, sociale e politica del paese.

Dal punto di vista politico, infine, la monarchia rappresentò, per più di sette secoli, il punto di unione dell’intero paese la cui indipendenza, a partire dal XIX secolo, fu fortemente minacciata dall’espansionismo europeo; la Thailandia dovette negoziare a lungo per mantenere il proprio paese unito, a scapito del Laos e della Cambogia che furono cedute alla Francia e della Penisola Malese che passò, invece, alla Gran Bretagna.

Dal 1932, infine, la Thailandia è governata da una monarchia costituzionale ed il sovrano Bhumibol Adulyadej, o Rama IX, è molto amato dai suoi sudditi per l’impegno che il Re continua a mettere per sollevare l’economia del paese, lacerato da continui colpi di stato.

Ad oggi la Thailandia risulta essere un paese popolato, per il 99%, da thai, mentre la minoranza cinese (1%) occupa i territori più periferici; in realtà con il termine thai si intende raggruppare diversi popoli, ma tutti accomunati dalla stessa lingua, appartenenti alla famiglia sino-tibetana che convivono pacificamente ed in totale armonia tra loro.

Nella parte Nord della Thailandia, e più precisamente nella parte nordoccidentale del paese, convivono ben 11 diversi gruppi etnici (per un totale di 750.000 persone), definiti con il termine di “tribù delle colline”, la cui origine, purtroppo, non può essere attestata in quanto la loro cultura viene tuttora tramandata per via orale e non attraverso testi scritti. Si presume, comunque, che provengano dal Tibet, Cina, Birmania e Laos.
La più numerosa e conosciuta tribù è quella dei Karens, originari del Myanmar, e formata da circa 300.000 persone sparse in 15 differenti provincie; si tratta principalmente di agricoltori che si sono insediati lungo i pendii delle vallate della Thailandia.

Vietata la riproduzione. Website Content Protection

Danze tradizionali thailandesi

La danza in ThailandiaSpettacolo coinvolgente a cui è un piacere assistere, la danza tradizionale thailandese incanta con la sua forza espressiva e la grazie delle sue figure.
Tradizione antichissima, questo tipo di danza si differenzia da una regione all’altra del paese arricchendosi di volta in volta di sfaccettature diverse: a sud della Thailandia, ad esempio, è possibile assistere a spettacoli più ritmati e dai movimenti veloci, mentre a nord le danzatrici si esibiscono in coreografie molto eleganti e compassate. In ogni caso, il comune denominatore è la narrazione di una storia antica che viene rappresentata attraverso una forma di danza elegante, raffinata e dal potere ipnotico in cui i movimenti del corpo e gli abiti acquisiscono un valore simbolo molto importante.

La storia – Le danzatrici dei balli tradizionali narrano sempre una storia ben definita e dal sapore drammatico. Di solito si tratta di una vicenda tormentata in cui, alla fine, è il bene a primeggiare sul male. La maggior parte delle coreografie fa riferimento alle vicende di Rama e del Principe Panji: episodi molto romantici e coinvolgenti che venivano rappresentati tradizionalmente a corte da bellissime fanciulle accompagnate nei movimenti da musicisti e cantanti.

La forma più classica di danza tradizionale thailandese è il Lakhon, parola che significa “storia”. Questa assume la forma di Lakhon Nai quando si rifà alla tradizione delle danze di corte come venivano messe in scena nel Palazzo Reale già a partire dal XVIII secolo o la forma di Lakhon Nok quando riprende gli spettacoli rappresentati durante le cerimonie religiose in cui accanto alla danza sono presenti anche testi teatrali recitati dagli attori.

Lo stile – Ad esibirsi nella danza thailandese sono sempre delle giovani donne che, come vuole la tradizione, si muovono sulla scena a piedi nudi. I loro movimenti, che solo ad uno sguardo superficiale possono apparire come monotoni, sono regolati dal ritmo sinuoso ed ipnotico delle percussioni. Grande importanza in questa danza antica e folkloristica hanno le braccia e le mani che le danzatrici oscillano e muovano facendo assumere di volta in volta pose dall’alto valore simbolico. Tutti i movimenti sono lenti, altamente drammatici e carichi di pathos: è questa la più grande forza delle esibizioni di danza tradizionale thailandese.

Gli abiti – Le danze tradizionali thailandesi rappresentano uno spettacolo variegato e completo perchè narrano una storia ben definita e la rappresentano non solo attraverso i movimenti del corpo ma anche e soprattutto con gli abiti spettacolari, le acconciature ed il trucco particolareggiato ed infine con la mimica del viso.

I loro abiti sono molto ricchi, carichi di colori e preziosi decori e si ispirano alla moda del periodo di corte dell’epoca di Ayutthaya. Questi costumi vengono abbinati a cappelli dalle forme sinuose – quelli più conosciuti sono dorati a forma di stupa – e ad acconciature femminili realizzate con il fiore simbolo della Thailandia, l’orchidea, simbolo di sensualità e bellezza. Assistere oggi ai movimenti lenti ed eleganti di queste figure così abbigliate – in strada o a teatro – catapulto la spettatore in un’atmosfera magica e lo trasporta all’interno del Palazzo Reale all’epoca in cui schiere di giovani fanciulle di esibivano per la corte ed il suo seguito.

Video Kan lum Khong

Immagine anteprima YouTube

© Tutti i diritti riservati – Vietata la riproduzione.
Website Content Protection

L’arte marziale thailandese: Muay Boran e Muay Thai

Muay  Boran ThailandiaLa Muay Thai  è una tecnica di combattimento thailandese, adoperata dai guerrieri in battaglia che non potevano utilizzare le proprie armi.

L’allenamento è molto duro, soprattutto durante il primo periodo, che può variare dalle 2 settimane ad un mese intero, durante il quale il novello thai boxer deve far fronte a degli sfiancanti esercizi fisici, così da poter entrare in quella che viene definita la cerchia dei fighter.

Le prime 6 settimane sono fondamentali per capire se si potrà avere un futuro in questo mondo. Durante gli esercizi occorrerà pesare costantemente l’atleta, il quale dovrà reintegrare l’acqua persa attraverso la sudorazione, con altrettanta acqua, che però dovrà essere tiepida o addirittura calda.

L’allenamento, se condotto con rigore e insieme ad un bravo maestro, porta a una relativa perdita di grassi a fronte di un progressivo aumento della massa muscolare; tendini e ossa dovranno essere più resistenti per poter subire gli attacchi degli avversari senza risentirne troppo. Infine miglioramenti ci saranno anche nella respirazione, dato che chi esercita questa attività sportiva si ritrova a sottoporsi a grandi sforzi fisici e l’organismo dovrà aumentare di conseguenza la capacità di trasportare più ossigeno per far fronte alle intense sollecitazioni fisiche.

Ricordiamo che dalla Muay Boran deriva la Muay Thai, infatti, boran o boraan significa “antico” in tailandese. La differenza sostanziale è che nella Boran vengono applicate molte tecniche mortali che non rientrano nella Muay Thai. La Muay Boran è in realtà una sorta di mix delle caratteristiche principali dei vari stili regionali come ad esempio la “muay chaiyuth”, che prevede una guardia notevolmente più bassa rispetto agli altri stili, dal momento che il terreno dove in origine si praticava questa disciplina era molto scivoloso.

Altra fonte d’ispirazione è stata poi la “muay korat”, caratterizzata da colpi più potenti, a discapito della rapidità del combattente. C’è poi la “hanuman”, che è la più imprevedibile, dal momento che si basa quasi interamente su cadute, rotazioni e tecniche al volo, senza dimenticare forse la più temibile, la “ler dritt” che, prendendo spunto a sua volta da altre tecniche, di stampo militare, è forse l’arte più marziale tra quelle descritte in precedenza, dal momento che si prefigge lo scopo di uccidere l’avversario.

La Muay Boran è giunta anche in Occidente, dove sta iniziando a diffondersi tanto quanto la più famosa muay thai, ed è insegnata dall’I.M.B.A., ovvero l’International Muay Boran Academy, fondata da un italiano, il Maestro Marco De Cesaris.

Concludendo l’unica grande differenza tra muay thai e muay boran è che la prima si riferisce allo stile di combattimento adattato per il ring, mentre la seconda, anche se ormai è stata alquanto regolamentata, indica, ancora per molti, l’antica e cruda arte marziale dei soldati thailandesi.

Video tecniche di Muay Boran Mae Mai

Immagine anteprima YouTube

Vietata la riproduzione. Website Content Protection

Vacanze gay in Thailandia: Bangkok Pattaya e Phuket

locali gay pattayaUna delle mete più gettonate dal turismo sessuale occidentale negli ultimi anni è la Thailandia, che indipendentemente dall’orientamento dei visitatori garantisce divertimento e nessuna problematica: i thailandesi sono infatti per la maggior parte buddisti e per questa religione i rapporti intimi anche tra due uomini non sono  vissuti come un peccato ma come normalità.

Tra etero e gay in Thailandia non ci sono grosse differenze; molti ragazzi sono infatti bisessuali e portano la loro bisessualità anche ben oltre il matrimonio, che rimane insieme alla famiglia un punto fermo della società Thai, indipendentemente dagli orientamenti sessuali.

Con una percentuale che si avvicina ad un terzo dei ragazzi gay, la Thailandia pare oggi un porto franco per chi fosse intenzionato a trascorrere una piacevole vacanza alla ricerca di passione e felicità lontano dai giudizi e da quello che da molti, ancor oggi, viene considerato in Italia un malcostume o ancor peggio una malattia.

Le principali mete turistiche gay thailandesi si suddividono tra Bangkok, Phuket, Koh Samui e la zona di south Pattaya. Le zone più frequentate dai turisti in genere; per quanto riguarda Bangkok, si trovano a Patpong, Silom road e Nana Plaza per i ladyboys.

Tra locali più frequentati dal turismo gay segnaliamo il Balcony Bar (indirizzzo 86 – 88 Silom Soi 4) è uno dei più famosi di Bangkok, con terrazza e sala superiore per le feste a tema, qui si può cenare o bere qualcosa e fare conoscenza in un ambiente molto curato.

Sempre in zona c’è anche il Club Cafè, il Richard bar e l’Expresso locali molto frequentati e apprezzati non solo per la musica proposta ma anche e soprattutto per l’ambiente e per la facilità di fare nuove conoscenze.

Per quanto riguarda le discoteche, come non ricordare il G.O.D. , il 9 Night Club ed il Dj Station, locali conosciuti e affollati da turisti e ragazzi del posto ma anche molto cari considerando il costo della vita da queste parti.

Per quanto riguarda le altre località thailandesi, Patong Beach a Puket, è sicuramente una delle spiaggie più famose dell’intera Thailandia, qui sorgono numerosi resort e strutture di accoglienza gestite interamente da personale gay che promuovono una vacanza all’insegna del relax, del sole, del mare ma anche della vita omosessuale e del divertimento notturno (ne è un esempio il resort Aquarius che sorge a pochi metri dalla spiaggia, dotato di camere standard e luxury).

La sera la strada principale, Bangla road, si trasforma in un dedalo di luci e suoni fatti di ragazzi sorridenti e go go bar. A Patong non ci si annoia mai, si va dalle numerose strutture dedicate al relax come centri termali e massaggi, a quelle dedicate alla vita notturna con bar e discoteche anche molto conosciute nell’ambiente gay isolano.

Passando all’isola di Koh Samui, la più grossa dell’arcipelago thailandese, come non ricordare il quartiere di Chaweng, famoso per la straordinaria vita notturna del popolo omosessuale che non teme paragoni anche con realtà ben più grosse come Bangkok  Qui non si può non entrare al Green Mango, una discoteca che è un’istituzione locale, dove si può trovare gente di ogni orientamento sessuale pronta a festeggiare e divertirsi insieme.

Altro locale conosciuto e frequentato è lo Sweet Soul, anch’esso molto apprezzato dal popolo gay che impazza nelle belle serate organizzate dallo staff del SwSo (abbreviativo di Sweet Soul).

Pattya invece si divide in due zone gay ben diverse tra loro: quella a sud più movimentata e piena di go go bar come ad esempio  Soi Pattayaland 13/4 a pochi passi dalla famigerata Beach Road o in walking street e quella più vicina alla central Pattya Road (Soi 7 e Soi otto dove la vita è meno frenetica e si può fare conoscenza di altri uomini in ambienti più tranquilli e frequentati anche da etero. Molte sale massaggi per gay sono situate inoltre a Pattaya thai nelle vie attorno al Day Night Hotel.

Organizzare un viaggio da queste parti  è più facile di quanto sembri. Come sempre possiamo utilizzare internet ed alcuni portali specializzati e dedicati al mondo gay; uno tra i più conosciuti è sicuramente www.travelgayasia.com portale che presenta moltissime sezioni relative alle principali località turistiche gay della Thailandia con riferimenti e sottocategorie relative a strutture, ristoranti e locali gay oltre a guide, mappe ed indicazioni per una vacanza perfetta, curando eventi e novità omosessuali e lesbo nel paese dei sorrisi ed in Asia in genere. Il sito internet nonostante sia in lingua inglese è di facile comprensione ed è fondamentale consultarlo prima di partire per conoscere eventuali indirizzi o nomi di locali da vedere una volta arrivati a destinazione (dal bar al centro massaggi per gay).

Per chi volesse invece prenotare direttamente un pacchetto comprensivo di volo a/r e soggiorno in strutture rigorosamente gay non resta che consultare anche tramite web il tour operator Travelgay, tra i leader del settore viaggi per gay nel mondo. Dal 2003 è presente sul mercato thai con numerose proposte molto interessanti. Sul loro portale all’indirizzo www.travelgay.it si possono trovare anche numerosi lastminute e resort gay oltre a offerte per voli a/r come quelli per Bangkok, Phuket e Kho Samui a Gennaio, Febbraio e Marzo a partire da 800 Euro più tasse aeroportuali.

Ricordiamo infine che una percentuale di ragazzi thai consumano regolarmente o saltuariamente meta-anfetamine, cio influenza il loro stato psicologico spingendoli a cercare costantemente soldi per acquistare questo tipo di droga che rimane ancora oggi molto popolare in Thailandia. Quindi anche qui come in altre parti del mondo vige la regola; fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio.

Video comunità gay a Phuket
Immagine anteprima YouTube
Vietata la riproduzione. Website Content Protection