Camminando per le vie di Pattaya, specialmente nella zona adiacente alla spiaggia, capita con una certa regolarità di incontrare loschi figuri intenti a proporre ai turisti ogni tipo di droga. Forse più che in ogni città del mondo a Pattaya le attività connesse con l’offerta di droga sono tantissime. A cadere spesso nella rete dei trafficanti di stupefacenti sono i giovani turisti ossessionati dalla ricerca di uno sballo artificiale.
Per l’acquisto di pochi grammi di marijuana o qualche pastiglia di ya ba gli stranieri in Thailandia rischiano di rovinarsi una vacanza e in alcuni casi l’esistenza.
Spesso gli spacciatori presenti ad ogni angolo della beach road o walking street hanno stretto degli accordi con la polizia locale. Dopo aver ceduto al malcapitato farang (straniero) una dose di cocaina, eroina o della semplice erba, segnalano alla polizia del luogo quanto avvenuto. A questo punto può davvero succedere di tutto. Di solito il malcapitato turista viene arrestato e poi rilasciato su cauzione. Le somme di denaro richieste variano secondo i casi e dipendono molto dalla quantità e dal tipo di droga acquistata.
Sappiamo con certezza che alcuni turisti, in possesso di metamfetamine (Ice), per riconquistare la libertà hanno dovuto sborsare cifre da capogiro; 15.000 20.000 euro.
Esistono poi trafficanti che vendono droga falsa, truffando gli ingenui turisti, che se tornano per reclamare rischiano di essere malmenati. Il nostro consiglio è di stare lontano da questo tipo di situazioni e da tutti coloro che vendono o fanno uso di stupefacenti. Eviterete così di essere coinvolti in qualche losca faccenda che in Thailandia potrebbe costare cara.
Cosa si rischia in Thailandia se si viene trovati in possesso di grosse quantita di droga?
La pena di morte In Thailandia si applica per traffico di eroina e anfetamine, soprattutto se i prigionieri sono giudicati colpevoli dopo essersi dichiarati innocenti all’inizio del processo. Sembrerebbe che agli stranieri non venga applicata la pena di morte per traffico di eroina e grosse quantita di anfetamine. Un’ammissione di colpevolezza determina inoltre maggiore clemenza da parte dei giudici: da 25 anni di reclusione all’ergastolo, invece della condanna a morte.
A Pattaya ancora oggi, nonostante gli sforzi del governo per sconfiggere il fenomeno della droga soprattutto Ice (anfetamine), gira moltissima droga e i crimini legati al consumo e allo spaccio di stupefacenti sono in continuo aumento.
Il ministro degli Interni thailandese per debellare il fenomeno droga e criminalità aveva qualche anno fa proposto di far chiudere al massimo all’una di notte i luoghi di ritrovo (bar discoteche eccetera). Ma le proteste dei commercianti si sono fatte sentire: “Pattaya deve restare un posto dedicato anche alla vita notturna e al divertimento”.
I proprietari delle discoteche di Bangkok, Pattaya e Phuket, Non credono che la chiusura anticipata dei locali sia un’arma necessaria nella lotta alla droga: “La polizia viene nei nostri locali armata, come se dovesse andare a combattere i birmani, anziché tenere d’occhio qualche ragazzino”.
Tuttavia in molte discoteche di Pattaya, (nella zona di walking street),le perquisizioni personali e i test antidroga fatti a sorpresa continuano con una certa frequenza anche nel 2010.
Per concludere, a titolo di cronaca, riportiamo l’ intervista del TgCom a un cittadino italiano che si trova in carcere/prigione in Thailandia.
Mi chiamo Mario e ho 35 anni; dopo aver riscosso in eredità una forte somma di denaro, nel dicembre 2005 ho deciso di andare in Thailandia per fare un viaggio di piacere.
Quando ero lì, nella città di Bangkok, ho deciso di acquistare della sostanza stupefacente, nello specifico eroina e marijuana, per uso personale.
Purtroppo non sono stato fortunato e nel gennaio 2006 sono stato arrestato dalla polizia tailandese e ristretto subito in carcere.
L’accusa, per il quale la legge tailandese prevede un trattamento sanzionatorio molto più severo per quanto riguarda lo spaccio di stupefacente rispetto a quello che accade in Italia, era di possesso e di utilizzo di droga: accusa che in Italia comporta la commissione di un unico reato.
Il processo è stato molto veloce e decisamente diverso rispetto a quello che avviene in Italia, anche perché per evitare l’ergastolo (che in Thailandia è quantificato in 100 anni di reclusione) e per ottenere la massima riduzione possibile della pena, mi sono dichiarato colpevole di tutti i reati.
Sono così riuscito ad ottenere dal Tribunale di primo grado nel marzo 2007 una condanna ad una pena complessiva di 25 anni e otto mesi che rispetto agli oltre 100 dell’inizio sono stati un vero successo!
Anche il mio stato di incensurato in base alla legge tailandese mi ha giovato, permettendomi di venere ulteriormente dimezzata la pena finale.
Nel dicembre 2007 il Tribunale di secondo grado ha confermato la sentenza di primo grado per cui ora continuo ad essere ristretto nel carcere in cui sono stato incarcerato appena sono stato arrestato.
Come vivi la Tua carcerazione in un paese che non è il tuo e tanto lontano dai Tuoi cari?
In verità già prima di partire per la Thailandia i rapporti con i miei cari si erano parecchio raffreddati; mi rimane solamente una sorella che dato il mio stile di vita, ha deciso di allontanarsi da me tempo fa e che non posso sicuramente biasimare per questo.
Infatti anche in Italia ero già stato ristretto in carcere sempre per motivi di droga, per cui il mio stile di vita nel corso di questi ultimi anni non è sicuramente stato quello di un fratello e figlio modello.
Nonostante ciò però quello che mi è capitato da quando sono venuto in Thailandia e che mi porta tuttora a stare in carcere in un paese a me del tutto estraneo e così lontano dall’Italia come sistema di concepire la giustizia, ha dell’incredibile e di sicuro non rispetta il concetto di tutela e di equità di cui i paesi c.d. evoluti si fanno da sempre portatori.
A dire la verità, prima della carcerazione, avevo iniziato una relazione con una ragazza del posto che continua tuttora; lei, insieme ad altri amici che mi ero fatto prima della cattura, mi danno un po’ di conforto venendo periodicamente a trovarmi.
Come si è modificata laTua vita da quando è iniziata questa vicenda?
Il più grande cambiamento è stato quello di dovermi adattare non solo alla realtà carceraria che già di per se non è facile, ma anche di doverlo fare in un paese in cui non vengono rispettate le elementari garanzie.
Infatti, il procedimento penale che ho subito non è stato in alcun modo non solo rispettoso del diritto di difesa, ma nemmeno dei più elementari criteri di tutela previsti dal nostro ordinamento penale.
L’avvocato d’ufficio che mi era stato affidato, non ha potuto fare praticamente nulla, non è stato minimamente considerato dai giudici e non solo perché dichiarandomi colpevole ho limitato al massimo la mia possibilità di esercizio del diritto di difesa, ma anche perché nelle aulee di giustizia tailandese i processi sono estremamente sommari e gli unici interlocutori considerati dal giudice sono quelli appartenenti agli organi dell’accusa.
Inoltre l’assurdità maggiore è stata quella per cui la condanna ad una pena così alta è stata dettata dalla quantità di stupefacente trovata in mio possesso, che era di poco superiore (e parlo di qualche grammo) a quella che mi avrebbe permesso di avere una condanna nettamente inferiore definendo il possesso di droga come uso personale e non come finalizzato allo spaccio.
Ti sei sentito in qualche modo sostenuto dallo Stato italiano?
In verità mi aspettavo che lo stato italiano dedicasse maggiore attenzione alla mia vicenda, fornendomi magari un legale che venisse qui e che si occupasse della questione.
Mi è venuto a trovare qualche volta un funzionario dell’ambasciata italiana a Bangkok che mi ha portato qualche libro da leggere e che si è sincerato sulle mie condizioni di salute, ma che non è intervenuto più di tanto nel risolvere la vicenda e nell’interloquire con le autorità locali.
Fortunatamente con i pochi soldi avuti in eredità, mi sento abbastanza al sicuro e se volessi farmi assistere nelle procedure di espatrio da un difensore di fiducia avrei i mezzi per farlo.
Al funzionario consolare avevo anche di darmi qualche notizia relativa alla mia possibilità di richiedere l’estradizione e devo ammettere che se anche non in modo particolarmente veloce, si è adoperato nel soddisfare questa mia richiesta.
Purtroppo, questa mancanze qui si sentono ancora di più dato che già in carcere il tempo non passa mai e soprattutto quando ci si trova in un posto un cui la maggior parte dei detenuti non parlano la tua stessa lingua.
Che cosa vorresti ora per alleggerire la Tua triste vicenda?
In questo momento la cosa più importante per me è poter tornare in Italia attivando la procedura di estradizione, così da poter scontare la mia pena in un carcere italiano.
L’IN-GIUSTIZIA
In quello che è capitato a Mario ci sono parecchi punti oscuri e controversi.
Intanto l’atteggiamento dell’Italia verso un paese che propone un sistema di giustizia penale nel quale non è minimamente prevista la tutela delle garanzie che sono previste nel nostro paese.
Infatti, soprattutto il diritto di difesa in Thailandia, come in altri paesi dell’Oriente, non è minimamente tutelato ed anzi l’avvocato nel processo penale ricopre un ruolo nettamente di sfondo.
Esiste un Trattato di cooperazione per l’esecuzione delle sentenze penali firmato tra lo stato italiano e la Thailandia nel 1984 che permette di venire a scontare in Italia una condanna per un reato comminata da una sentenza tailandese ormai divenuta irrevocabile.
Questo Trattato prevede che, dopo avere scontato in un carcere tailandese la metà della pena totale prevista dalla sentenza o almeno quattro anni di reclusione, si possa attivare tramite le autorità consolari, la procedura di estradizione di cui in Italia è competente in Ministero della Giustizia.
In base a questo Trattato il condannato trasferito in Italia, malgrado sottoposto alla giurisdizione tailandese, potrebbe essere ammesso a godere dei benefici alternativi alla detenzione in carcere che il nostro sistema riconosce.
Purtroppo però in Italia non è prevista, come accade in altri stati dell’occidente, la possibilità di ricelebrare il processo che si è svolto nello stato estero, anche nel caso in cui questo sia avvenuto in palese violazione dei principi di tutela previsti dal nostro ordinamento.
Unica possibilità è quella data all’organo competente per il riconoscimento della sentenza penale straniera di verificare la rispondenza dell’accusa mossa a carico dell’italiano condannato all’estero con i fatti di reato che sono previsti nel nostro sistema.
Qualora risulti che in Italia il fatto per il quale il nostro cittadino italiano è stato condannato all’estero integri un reato differente, che prevede un trattamento punitivo meno affittivo, l’organo addetto alla conversione della sentenza penale straniera ha il potere di applicare la legge italiana e di conseguenze di diminuire la pena inflitta se quella prevista dallo stato italiano per lo stesso fatto è minore rispetto a quella prevista dal sistema tailandese.
Cosa farò!
Mi adopererò per attivare la procedura di estradizione di Mario così da permettergli di scontare la pena in Italia e cercherò di stimolare un intervento normativo che possa fare si che sia prevista in Italia la possibilità di ricelebrare i processi che si sono svolti in altri paesi in palese violazione dei principi di tutela da noi riconosciuti.
Vi terrò informati!
Viene infatti da chiedersi se vale ancora la pena trascorrere una breve vacanza in Thailandia, sobbarcandosi viaggi lunghissimi, spese a volte rilevanti per una assicurazione sanitaria, quando infine una ragazza del gogo bar, ad esempio al what’s up in Walking Street, arriva a chiedere 3.000-4.000 baht.
Per un paese come la Thailandia questo importo e’ rilevante, a quest’ultimo va anche sommato il “bar-fine” (il pagamento effettuato dal cliente al gestore del go-go per portare con se la lady), che in questo caso ammonta a 600 baht per le dancer e 800 baht per le showgirls. Se infine vengono calcolate le consumazioni si arriva a una cifra ragguardevole di 6000 baht. Al cambio attuale, decisamente sfavorevole, fanno 150 Euro!
Qualcuno potrebbe forse obiettare che a Phuket c’e’ il sole, uno splendido mare, ma tra coloro che amano l’inesauribile vita notturna di Pattaya o Patong quanti vedono la spiaggia e la luce del giorno?. Il popolo della notte in vacanza in Thailandia spesso torna in Italia senza un filo di sana abbronzatura.
Fortunatamente cio’ che abbiamo illustrato e’ un caso limite, ma non isolato, infatti ci sono buone notizie per chi ama la scena notturna del paese dei sorrisi e desidera limitare le proprie spese. Se cercate belle ragazze a Pattaya ne troverete tantissime ed e’ possibile scegliere soluzioni piu’ economiche grazie alle freelancers che ad esempio frequentano il lungo mare, la famosa beach road di Pattaya, dove le ragazze non hanno tante pretese; 500-600 baht per il cosiddetto tempo corto.
Altri luoghi per incontrare le Thai girls che non hanno particolari vincoli con i proprietari dei locali sono il Bamboo disco bar, il Marine Disco in Walking Street, e sempre lungo la stessa via nella discoteca Lucifer, da Tony, al Mix club e all’Insonnia. In tutti questi locali l’offerta di ragazze e’ notevole e il divertimento quasi assicurato. I prezzi qui partono da un minimo di 1000 baht, da concordare sempre di volta in volta con la ragazza. Per quanto riguarda la vita mondana di Phuket consigliamo di leggere la nostra guida introduttiva alle discoteche, spiagge, hotel, ragazze thai e ladyboys di Patong.
Per chi invece ha deciso di evitare un dispendioso viaggio in aereo (in alta stagione un volo A/R Italia-Thailandia costa ca.1000 Euro), ma non e’ disposto a rinunciare alle ragazze, puo’ raggiungere facilmente alcune delle citta’ piu’ belle della Germania e frequentare i famosi Club per adulti, meglio conosciuti come FKK o sauna club. Qui e’ possibile incontrare ragazze di tutte le nazionalita’ vere e proprie foto modelle che nulla hanno a che vedere con le ragazze dell’Isan.
Per iniziare diamo uno sguardo alla nostra guida dedicata al mondo delle prostitute in Germania e ai migliori FKK club di Berlino, dove l’ ingresso e’ riservato esclusivamente ad un pubblico adulto.
Tra i più consigliati sicuramente Tiffany, Kamilla Dee, La Folie, King George, Lustgarten e Artemis.
Considerata di gran lunga una delle migliori case di piacere di Berlino, l’FKK (Frei Koerper Kultur=cultura del corpo libero) Artemis è parte di una delle più grandi catene europee di Club per adulti.
Inaugurata nel 2006 in occasione dei Mondiali di Calcio, è uno tra i più grandi Club per adulti in Europa, con circa 4000 mq di superficie.
I prezzi
È previsto un ingresso a forfait, che comprende l’uso dell’accappatoio, ciabatte, asciugamani, visione di film erotici, cassetta di sicurezza e buffet a colazione e a cena.
Per quanto riguarda le prestazioni sessuali, è invece prevista un’aggiunta per ogni mezz’ora di prestazione, che varia a seconda dei desideri del cliente.
L’entrata non lascia dubbi sul confort e la pulizia del locale, che si dimostra impeccabile da questo punto di vista, non lasciando nulla al caso. L’igiene è al primo posto, gli asciugamani sono cambiati continuamente, e oltre alla piscina e a due saune è anche presente una zona massaggi, oltre a due idromassaggi. Il ristorante, aperto 24h su 24, offre cibo di modesta qualità, e due buffet, sia al mattino che alla sera, fino alle 2 di notte.
Il gettone di ingresso giornaliero è di 80 euro, e comprende per l’appunto un accappatoio a scelta, un paio di ciabatte da bagno disinfettate, asciugamani illimitati per tutta la giornata, armadietto per abiti e oggetti di valore.
Si consiglia di iniziare il soggiorno nel Club con una doccia, la struttura fornisce, sempre compreso nel prezzo d’ingresso, bagnoschiuma e shampoo, oltre al phon.
È possibile rilassarsi al bar della struttura, che offre bevande analcoliche a qualsiasi ora del giorno, compresi diversi tipi di tè, caffè, e birra analcolica.
La piscina, gli idromassaggi e le saune sono a completa disposizione del cliente, mentre per il massaggio, effettuato da massaggiatori professionisti, è richiesto un contributo spese di circa 30 euro.
Gli interni del locale sono arredati con gusto, e ogni suite è decorata con affreschi realizzati a mano da artisti del genere erotico.
Per quanto riguarda le prestazioni, il costo e’ di 60 euro per mezz’ora, mentre per quanto riguarda eventuali esigenze del cliente è consigliabile rivolgersi alle ragazze dell’Artemis.
All’interno della FKK Artemis si trovano inoltre due cinema erotici, uno contornato da letti, l’altro da divani, dove vengono proiettati film a tema.
Sono previsti, in periodi specifici dell’anno, eventi erotici a tema, con musica, danze, balli, e tante sorprese per gli ospiti. La maggior parte delle ragazze sono rumene, tedesche, ceche e bulgare. Tutte di bella presenza, molto proattive e in grado di offrire prestazioni ai massimi livelli.
Club Pasha a Colonia (ted. Köln)
In Germania si riesumano le antiche usanze romane con le FFK. La sigla, che vuol significare anche “cultura del tempo libero” è designata per indicare dei veri e propri templi dell’amore dove le ragazze, le dee, sono completamente nude e si offrono agli uomini.
Un paradiso regolarizzato dalla legge, la prostituzione è stata infatti legalizzata in Germania nel 2002, che sostituisce lo sfruttamento delle donne che avviene nei bordelli. Il club Pasha di Colonia è una delle più grandi case di piacere d’Europa. E’ un ex albergo di 11 piani di cui sette sono effettivamente attivi , l’ultimo dei quali dedicato ai trans.
Trattasi di un ambiente molto vasto che ospita un nightclub, una lap dance e un bordello. Vi sono piscine, zone ricreative, salette cinema, sale massaggi e idromassaggi e ovviamente le camere da letto.
I Prezzi
Il cilente paga alla reception un biglietto il cui prezzo può variare dai 10 ai 70 euro. Gli sarà consegnato un braccialetto con due chiavi, una per l’armadietto dove bisogna riporre i propri vestiti e l’altra per aprire una cassaforte di sicurezza dove poggiare i denari. Sia i clienti che le ragazze prima di entrare passano per la doccia. Muniti del proprio asciugamano e delle proprie ciabattine, rigorosamente sterilizzate, i clienti entrano in un’ampia sala dove incontreranno le ragazze, tutte diverse tra loro, di tutte le nazionalità e forme fisiche, per tutti i gusti. Ognuna impegnata nelle proprie faccende, chi conversa, chi fa un bagno in piscina, chi sorseggia un drink, aspettano che l’uomo faccia la prima mossa e scelga con chi unirsi. Molti uomini tendono a prendersela comoda e a scegliere con calma una o più donne. Il prezzo del ticket d’ingresso non ha nulla a che vedere con la prestazione sessuale che ha un costo ulteriore che viene contrattato con la prescelta. Infatti anche le ragazze pagano l’ingresso che costituisce l’unica forma di sostentamento della struttura. Il resto del guadagno è tutto delle ragazze.
Di solito si parte da 50 euro per la cosiddetta “sveltina”. Una pratica molto usata è il gang bang cioè un gruppo di uomini con una donna sola. Molte sono le stanze a tema, come la dark room o la stanza con l’automobile per chi ama farlo in macchina. Il Club Pasha di Colonia è frequentato anche d’estate. La struttura è infatti dotata di un ampio giardino esterno dove si possono trascorrere lieti momenti di piacere. Il Club Pasha si trova a Colonia in Hornstrasse n° 2. Per info chiamare lo 0221 – 179 06 100 oppure mandare una mail a info@pascha.de.
Recensione sulle case di piacere e locali per adulti a Francoforte
La città di Francoforte offre diversi FKK per chi cerca questa tipologia di divertimento. FKK in tedesco è l’acronimo di “Frei Körper Kultur”: con questo termine si indicano le numerose location che sorgono in tutta la Germania dedicate all’amore mercenario consentito dalla legge. Lontani dall’essere delle semplici bordelli, questi locali sono molto curati in ogni dettaglio: oltre alle camere da letto vi è possibile trovare delle ampie zone relax, giardini, piscine, saune ed idromassaggi, postazioni per massaggi, bar, tv, sala cinema ed altro.
Le caratteristiche
Come in tutta le altre città tedesche, per entrare nelle FKK di Francoforte occorre essere maggiorenni e privarsi degli abiti: all’ingresso infatti gli uomini ricevono le chiavi di un armadietto dove riporre i propri vestiti, quindi passano subito sotto una doccia e poi indossano l’asciugamano che è l’unico indumento consentito.
Nei vari spazi – piscina, cinema, sala relax ed altro – ci sono le ragazze, tutte rigorosamente nude, con le quali gli uomini possono interagire liberamente e contrattare da soli il costo e le modalità della prestazione sessuale scegliendo la pratica che preferiscono, singola o di gruppo. Provenienti da diversi paesi, le ragazze delle FKK rispondono a diversi criteri estetici in modo da soddisfare ogni gusto ed inclinazione: bionde, more, rosse, alte, minute, formose o androgine…gli FKK puntano sulla varietà come fattore attrattivo per uomini di ogni fascia sociale e di ogni età.
Gli indirizzi
Tra gli FKK più noti di Francoforte c’è il Palace situato in Königsberger Straße 23: questo Sauna Club per soli uomini offre un ambiente esclusivo e rilassante popolato da donne bellissime e molto appetibili. Altro FKK molto frequentato in città è l’Oase (Ober-Erlenbacher-Straße 109): ampio giardino e salette in stile greco-romano fanno da cornice ad ammalianti donne provenienti di diverse nazionalità. In Schielestraße 45 c’è in Mainahattan un FKK con ottima cucina ed un’ampia sala wellness. In Otto-Röhm-Straße 72 c’è lo Sharks, un club dalle atmosfere soffuse e sexy.
Il biglietto di ingresso in una FKK varia da 10 a 50 euro e non ha nulla a che vedere con le prestazioni sessuali. Queste vanno contrattate e pagate direttamente alle ragazze ed hanno un prezzo a partire dai 50 euro in su a seconda del tipo e della durata della prestazione.
L’elenco dei locali sin qui recensiti sono soltanto una minima parte di quelli che si possono trovare in Germania, ci vorrebbero centinaia di pagine per creare un inventario completo, se comunque con la lettura siete arrivati fino in fondo alla pagina e’ molto probabile che il vostro prossimo viaggio avra’ come destinazione Berlino, Francoforte o la bellissima città di Essen, dove il divertimento notturno e diurno e’ assicurato. Ciò non toglie che la Thailandia rimane pur sempre un paese bellissimo ma maledettamente lontano…non sempre alla portata di tutti quei poveri italiani che alle soglie del 2012 sono costretti ancora a recarsi all’estero per rilassarsi con un po’ di sano divertimento!
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