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Ambasciata thailandese in Italia – Roma Milano Torino

Sede Ambasciata Thai a Roma - ItaliaProprio perchè il mondo thailandese è distante anni luce da quello italiano e più in generale, dalla nostra cultura occidentale, è indispensabile un approccio sia per ciò che riguarda i progetti economici da realizzare in loco, sia relativamente alle interrelazioni sociali. E le ambasciate e consolati sono utili per risolvere varie questioni e dubbi a chi, in qualche modo, ha a che fare con la Thailandia. Aprire un’attività su territorio thailandese per esempio e di conseguenza ottenere tutte le informazioni annesse per capire quale business faccia maggiormente al caso proprio. Oppure se si vuole aiutare un amico thailandese a procurarsi il visto per l’Italia o seguire le giuste procedure legali, se si ha intenzione di sposare un/una thailandese.

Ma sono numerosi i tipi di consulenza che ambasciate e consolati danno: finanziaria, legale e commerciale. Inoltre l’assistenza e il patrocinio legale per questioni relative a responsabilità, violazione delle norme penali e risarcimento danni. E poi ancora consulenza fiscale e servizi di amministrazione e segreteria a privati e società che agiscano nell’area thailandese e per ogni tipo di contratto internazionale (di distribuzione di beni e servizi, di fornitura, di import-export, di acquisto e vendita immobiliare, di lavoro subordinato o professionale, di matrimonio, etc.).

Visto per soggiornare in Thailandia

L’ambasciata thailandese in Italia a Roma o alternativamente i vari consolati situati nelle varie città, sono utili a tutti coloro che hanno intenzione di recarsi in Thailandia e di rimanervi per un lungo periodo. Qui, compatibilmente con i requisiti necessari per il loro rilascio, si possono richiedere ed ottenere i vari tipi di visti.

Andando in Thailandia per turismo si può avere, senza alcuna formalità, un visto di 30 giorni. I turisti italiani che intendono restare in loco per un periodo uguale o inferiore ai 30 giorni non avranno bisogno di alcun tipo di documentazione particolare. Potranno prendere il volo per la Thailandia senza dover prima sbrigare alcuna faccenda burocratica. Non è così invece per i cittadini della Repubblica di San Marino che dovranno richiedere prima un visto turistico specifico.
Anche per una permanenza in Thailandia maggiore – 60 giorni – presso le ambasciate o i consolati, dove c’è sempre una rappresentanza diplomatica thailandese, si potrà avere un visto specifico. Per avere questo tipo di visto, sono in genere sufficienti un paio di giorni: il primo si fa richiesta e il giorno seguente si ritira la documentazione.

Qualora si voglia prolungare la permanenza in loco di oltre 30 giorni, si può anche uscire e rientrare inThailandia da un paese vicino quale la Cambogia, il Laos, il Vietnam, la Malesia ecc… Si otterrà così un ulteriore visto all’ingresso di 15 giorni – in caso di attraversamento della frontiera via terra – e di 30 giorni, qualora si arrivi in Thailandia con l’aereo.

E poi c’è l’eventualità di “overstay“, cioè di restare in Thailandia oltre il periodo di permanenza concesso, anche se è vivamente sconsigliato a meno che non vi siano cause di forza maggiore.
Pagando una multa all’ufficio Immigrazione di 500 baht al giorno (12 euro circa) è possibile restare su suolo thailandese fino ad un massimo di 20.000 baht (500 euro). Ma in Thailandia le leggi sono severe e vengono applicate alla lettera: superata dunque questa cifra di multa, lo straniero verrà arrestato e deportato.
E attenzione, approfittare dell’overstay diverse volte consecutive, anche solo per pochi giorni, può costare un timbro rosso sul passaporto con il divieto assoluto di ritorno in Thailandia.

Le ambasciate e i consolati thailandesi in Italia permettono poi di ottenere i visti per motivi di studio. Generalmente gli studenti italiani si recano in Thailandia per conoscere la lingua Thai anche se ultimamente i corsi in Gemmologia, Cucina Thailandese, Terapia di Massaggio e Meditazione sono molto gettonati.

E’ necessario prima inoltrare la richiesta alla scuola che si intende frequentare e una volta ricevuta la lettera di ammissione, ci si può recare con questa in un qualsiasi consolato o ambasciata per ottenere il visto che permetterà di restare in Thailandia da un anno a 15 mesi.
E’ possibile inoltre avere un visto per pensionati, business o per motivi di lavoro.

Situazione Bangkok dicembre 2011

Ma le ambasciate e i consolati in Italia sono utili anche per i consigli ai turisti in merito al viaggio stesso. Ad esempio, in seguito agli allagamenti occorsi nei mesi scorsi, nelle provincie settentrionali – anche se il reale pericolo è scampato – a causa delle acque stagnanti, sono stati registrati alcuni casi sporadici di malattia. Pertanto si consiglia ai viaggiatori di informarsi presso le ambasciate e i loro siti internet alla voce “sanità” sulle precauzioni da prendere e le norme da rispettare. La capitale Bangkok presenta una situazione in via di miglioramento ma esistono ancora disagi, pertanto è anche bene aggiornarsi sulle previsioni meteorologiche.

Consolati e ambasciate consigliano ai turisti di non recarsi nelle province di Si Sa Ket, nelle zone al confine con la Cambogia, a causa della presenza dei eserciti tra i quali occorrono sovente guerriglie e disordini. Anche a sud permangono frequenti atti terroristici dunque i viaggiatori dovranno evitare, salvo motivi strettamente necessari, di recarsi in quei luoghi.

Di seguito riportiamo una lista completa e aggiornata con relativi indirizzi e numeri di telefono delle Ambasciate e Consolati thailandesi in Italia:

Ambasciata della Thailandia a Roma.

Via Nomentana 132, 00162.
Tel.  06 8622051
Fax 06 86220555 – 06 86220556
E-mail: thai.em.rome@wind.it.net
Sito Web: http://www.thaiembassy.org/rome
Sezione Consolare
Tel.:  0686220525-27
Fax: 0686220529

Consolati Generali Onorari della Thailandia.

Catania: via Etna 196, 95129
Tel.  095 7150134
Fax 095 7150134

Genova: via Fiasella 14 – 4/int. 16121
Tel.  010 5492500
Fax 010 591392

Milano: v.le Berengario 15, 20149
Tel.  02 4812617
Fax 02 460299

Napoli: v.le Virgilio 5, 80123
Tel. 081 7690959
Fax 081 5536107

Torino: via A. Genovesi 2, 10128
Tel.  011 503809
Fax 011 504174

Venezia: Sestiere Castello 4419, 30122
Tel/Fax:  041 241 23 70

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Mercato di Pratunam a Bangkok

Negozio jeans Pratunam - BangkokPratunam è uno dei quartieri più colorati e caotici di Bangkok.  Questa zona della capitale è conosciuta soprattutto per il suo mercato, che si trova all’incrocio tra la Petchaburi Road e la Ratchadamri Road. Tutta la zona e’ notoriamente famosa per i numerosi negozi di moda, ma anche mercatini e bazar, dove gravitano molti venditori locali. Qui si possono acquistare a prezzi quasi stracciati vestiti e tessuti di ogni sorta, venduti al dettaglio o all’ingrosso.

Pratunam market offre un vasto assortimento di articoli di abbigliamento, sciarpe di seta thai, accessori moda, calzature, magliette, jeans, calcolatrici, orologi, bigiotteria, souvenir, gioielli, cinture, borse e valigie. Se in veste di turisti desiderate fare buoni affari, purché si disponga di tempo sufficiente, non dimenticate mai di contrattare sul prezzo, cercando in modo risoluto ed educato, ma sempre ben fermo, di ottenere lo sconto. Questo vale per chi vuole risparmiare, un po’ dovunque in Thailandia.

Prima di acquistare qualsiasi prodotto è buona regola confrontare i prezzi in giro, spesso capita di pensare di aver fatto un buon affare e poi appena dietro l’angolo si viene a scoprire che lo stesso articolo viene venduto a un prezzo di gran lunga inferiore rispetto a quello appena pagato.

Se invece siete alla ricerca di negozi di classe, allora a pochi passi da Pratunam, in direzione Ratchaprasong e Chidlom-Ploenchit, troverete l’imponente centro commerciale di Bangkok, conosciuto come “World Trade Center”.

Infine, ricordate che se non siete amanti della confusione di evitare la zona di Pratunam, specialmente durante il fine settimana, a meno che non siate disposti ad affrontare una folla di gente e dedicare il vostro tempo ad accanite ed estenuanti trattative con i venditori di turno. Infondo e’ ormai risaputo che i thai, quando gli affari vanno bene aumentano in modo generalizzato i prezzi.

Per quanto riguarda invece la vita notturna, una volta che il sole tramonta a Pratunam, non rimane gran che da fare , anche se nella zona, sono presenti numerosi alberghi dove consumare una abbondante cena e ascoltare della buona musica dal vivo. Per l’intrattenimento e la vita notturna di Bangkok, discoteche, ragazze e mercatini notturni consigliamo invece zone come Patpong, o meglio ancora Nana Plaza e Soi Cowboy.

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Prezzi raddoppiati per hard disk prodotti in Thailandia

hard disk esterno Western Digital made in thailandBANGKOK (Pattayathailandia.com) – Oltre 14mila fabbriche sono state chiuse in Thailandia a causa delle devastanti inondazioni che hanno colpito il paese. Tra le molte aziende che hanno subito ingenti danni a causa del maltempo figurano quelle destinate alla produzione di componenti hardware per pc.

I prezzi degli hard disk prodotti in Thailandia, nei dintorni di Bangkok, e destinati ad essere esportati e venduti sui mercati mondiali, sono negli ultimi tempi addirittura raddoppiati.

Numerose aziende leader nel settore dei dischi rigidi, come la Western Digital e la Toshiba, sono state costrette a sospendere la produzione nei loro impianti con sede in Thailandia.

Al momento si trova anche in grave difficoltà la famosa societa’ Seagate, con sede in California. La Seagate, seconda sola dopo la Western Digital detiene il 40% del mercato degli hard disk e vanta un fatturato di oltre 13 miliardi di USD all’anno.

La societa’ americana ha annunciato di non poter fare fronte alle numerose richieste di mercato a causa della carenza di componenti che in gran parte venivano forniti dalle fabbriche thailandesi.

Ricordiamo che tra i prodotti piu’ convenienti da comperare nel “paese del sorriso“, almeno per gli italiani, figuravano tra questi proprio gli hard disk della Western Digital, quelli costruiti negli stabilimenti in periferia di Bangkok. Navanakorn Industrial Estate Zona 3, 60 / 90 Moo 19, Soi Phaholyothin, Klongluang, Pathumthani 12120. (Vedi anche: acquistare e risparmiare in Thailandia).

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Produzione e vendita della seta in Thailandia (Video)

seta thailandeseTradizionalmente l’origine della produzione della seta thailandese e’ situata nelle province della Thailandia del Nord-Est, dove gli abitanti dei villaggi la fabbricavano con metodi primitivi.

La tecnica di filatura delle fibre secrete dai bachi di farfalla, ideata in Cina intorno al 2700 a.C venne tenuta segreta per secoli. Non tutti sanno invece che il processo di lavorazione della seta ha inizio con uno sterminio!. Quello di milioni di crisalidi in procinto di uscire dal loro bozzolo.

Ai giorni nostri, grazie a una situazione climatica favorevole, il baco da seta viene coltivato anche in Thailandia, ma non si trova più allo stato selvatico. Insomma, oggi il baco trova cure, nutrimento e coccole per mano dell’uomo per almeno tre quarti della sua esistenza.

Nella provincia di Chaiyapum si trovano diversi villaggi specializzati nella tessitura della seta. Tra questi, Ban Khwao e’ famosa per la tessitura della seta e il cotone di buona qualità.

Qui potrete assistere a tutto il processo di produzione, dall’allevamento dei bachi con foglie di gelso alla particolare tintura della pregiata senta mudmee.

La lavorazione si svolge sotto le case e potrete vedere i bachi mentre vengono nutriti e poi coperti con grandi vassoi circolari di rattan.

Quando il bozzolo e’ ultimato, e appena prima che la farfalla vi fuoriesca , viene fatto bollire per facilitare il dipanamento della seta. I delicati involucri setosi, messi a mollo nell’acqua bollente, riescono cosi’a ridonare tutto il filo che li compone e, attraverso mani industriose vengono tinti e tessuti su telai fatti a mano, ricavandone infine filati di gran qualita’.

Il baco bollito non viene buttato via e potrà capitarvi di riceverne uno come spuntino (come nel video). E’ inoltre possibile acquistare i prodotti ultimati nei negozi locali.

La storia

Il settore a vissuto un periodo di crisi verso la fine dell’ottocento, quando il mercato locale fu invaso dalle sete importate dal giappone e dalla cina.

La rinascita in Thailandia dell’industria della seta inizia dopo la seconda guerra mondiale, grazie all’intraprendenza di Jim Thompson, la società da lui fondata resta una delle migliori e più grandi produttrici di setta del paese . Il suo centro di vendita al dettaglio si trova a Bangkok all’incrocio tra Surawong Road e Rama IV Road.

Vi si possono  acquistare splendide sete in tinta unita, in colori cangianti o decorati con motivi geometrici.

Video: lavorazione della seta thai a Surin

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Acquistare e risparmiare in Thailandia

Cassetto di risparmio con Thai bahtIn Thailandia per risparmiare si possono comprare borse apparentemente griffate e Dvd di ogni tipo. Moltissimi gli articoli contraffatti, accessori e ricambi per telefoni cellulari, compreso l’abbigliamento e gli orologi Rolex che si possono aquistare in molte zone di Bangkok. E’ sufficiente fare un giro al Pratunam market o meglio ancora al mercato Chak to Chak, quest’ultimo aperto soltanto il fine settimana, per scoprire oggetti perfettamente riprodotti.

Se realmente volete risparmiare durante il vostro soggiorno in Thailandia ricordatevi però che la contrattazione è una usanza consolidata. Negoziare con i commercianti gentilmente, ma con fermezza,  vi permetterà in alcuni casi di dimezzare il costo di alcuni articoli.

Se per fare economia decidete invece di comperare alcune imitazioni di famose marche italiane, francesi o americane sappiate che la qualità è spesso mediocre e si rischiano anche delle fregature. Inoltre l’importazione di tali prodotti comporta il rischio di incriminazione e multe severe alla dogana italiana.

Bangkok è divenuto il centro mondiale del taglio delle pietre preziose, soprattutto zaffiri e rubini. Se siete profondi conoscitori di articoli di gioielleria si possono concludere degli ottimi affari, tenete presente però che sia a Bangkok, Pattaya e Phuket girano molte pietre sintetiche da rifilare ai turisti farlocchi.

I gioielli d’oro sono più convenienti che in Italia, ma non sempre adatti al nostro gusto. A volte possono essere d’ottone o di oro a 14 carati. L’idea di portarsi un flaconcino di acido per testare la qualità dell’oro non è molto pratica! In genere i braccialetti di giada o di onice costano poco.

Ci sono poi le copie di opere d’arte famose, perfette riproduzioni ad olio su tela di pittori celebri. Da qualche anno costituiscono la grande moda. Molti turisti che vengono in vacanza in Thailandia scelgono di comperare dei capolavori pittorici. I thailandesi hanno intelligentemente fiutato anche questo tipo di business, alimentando così un nuovo mercato fatto di ritratti e falsi d’autore dipinti a mano.

Non mancano i casi in cui antichi oggetti d’arte in finto bronzo vengono venduti come oggetti autentici. Questo succede per lo più lungo i confini con il Laos, Malesia e Cambogia, dove molti turisti ingenui e sprovveduti pensano ancora di fare qualche affare.

A Bangkok c’è il centro commerciale Panthip considerato un paradiso per chi desidera comperare computer, telefonini, software, musica e film pirata. In mezzo a molti articoli elettronici originali si nascondono anche microchip, palmari, batterie, lettori MP3, accessori d’ogni genere per pc venduti con un marchio contraffatto. Per i più esperti al Panthip è possibile fare ancora oggi qualche piccolo affare.

Per chi invece desidera soltanto divertirsi, nella capitale c’è il mercato notturno di Patpong, dove vengono spesso venduti vestiti con etichette contraffatte, cinture e articoli in pelle, nonché  Rolex  falsi. Qui non si fanno affari!

Dove viene prodotta la merce taroccata?

Gran parte della componentistica viene realizzata e assemblata in veri e propri “paradisi del lavoro operaio” come ad esempio in ampie zone del sud-est asiatico. Qui le mani lavorano a bassissimo costo, nascono così milioni di “Louis Vitton digitali” che da un paio d’anni hanno preso d’assalto il mercato dell’informatica e dell’elettronica di consumo sotto le mentite spoglie di microprocessori, memorie, schede madri, controller, batterie per cellulari e persino cartucce per stampanti.

L’India si è specializzata nella produzione di alcuni principi attivi destinati ai farmaci generici, come ad esempio il viagra. A tal proposito negli ultimi anni sia in Thailandia che nei Paesi confinanti vengono vendute, anche nelle farmacie, copie del viagra che in molti casi non contengono alcun principio attivo. Quindi da considerarsi dei veri e propri falsi dei farmaci generici. Il mercato è davvero spietato. È una pirateria molto difficile da combattere. Può succedere che siano gli stessi licenziatari ufficiali di un marchio  a produrre e vendere “in proprio” dietro le quinte.

Infine c’è il fenomeno delle scarpe e gli occhiali falsi. Scarpe da ginnastica recanti marchi contraffatti, come ad esempio: Reebok, Nike, Puma, Adidas, Diesel ecc… Sia in Thailandia che in Cambogia è possibile acquistare occhiali da sole con logo e marchio falsi di note case di moda quali: Ray ban, Gucci, Prada, Fendi, Armani ecc..

Anche nel Laos è possibile incappare in molti prodotti contraffatti, qui costano meno rispetto alla Thailandia. Si trovano parecchi falsi, binocoli Zeiss, grammofoni falsi o rifatti, telefoni cellulari con tv incorporata.

Quando si viaggia si possono fare affari, ma quando un oggetto sembra particolarmente raro e conveniente, è bene ricordare che in Asia sono tutt’altro che stupidi. I cinesi hanno capito ben presto che esistono due modi per fare soldi: o grazie alla propria ingegnosità o grazie all’imbecillità altrui.

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Baht sempre piu forte, cambio con euro e dollaro sfavorevole

Thailandia notizie di economia (Pattayathailandia.com) -  Il baht è ai massimi da 13 anni sul dollaro, e proprio oggi il primo ministro della Thailandia, Abhisit Vejjajiva ha fatto sapere attraverso la stampa che è assolutamente da escludere un intervento “aggressivo” da parte delle autorità di indebolire la valuta tailandese. Precisando, che un’azione mirata ad abbassare il valore del baht non solo sarebbe con tutta probabilità inefficace, ma anche particolarmente costosa. Abhisit Vejjajiva ha dichiarato: “La storia dimostra che i paesi che sono entrati nei mercati al fine di abbassare la loro valuta hanno fallito”. Infine, il ministro ha detto ai giornalisti: “Se cerchiamo di deprezzare la moneta, la Banca di Thailandia dovrà spendere un sacco di soldi e non esiste alcuna garanzia di poter fermare il rafforzamento del baht”.

Baht forteIntanto la Thailandia, questa settimana per tenere a freno l’impennata della sua moneta, ha introdotto una nuova politica fiscale, ovvero una tassa del 15% per investitori esteri che comprano obbligazioni locali. Il ministro delle Finanze thailandese ha precisato che la nuova tassa interesserà solo gli acquisti, da parte degli stranieri, di titoli di Stato o bond emanati da società tailandesi. Il perché di un apprezzamento del baht anche nei confronti dell’euro, oltre che al dollaro, è oggi da attribuire, secondo gli economisti, ai sommovimenti legati all’inflessibile sistema di controllo messo in atto dalla Cina sullo yuan. Stati Uniti e rappresentanti dei governi europei, denunciano che lo yuan è tenuto artificialmente basso, dando gli esportatori cinesi un vantaggio ritenuto sleale.

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Cosa e dove comprare in Thailandia: fare shopping a Bangkok

La Thailandia è il paese ideale per lo shopping in quanto a Bangkok si trova qualsiasi tipo di merce. Nella capitale ci sono molti centri commerciali che non hanno nulla da invidiare ai più grandi magazzini e alle boutique più esclusive situate in America. Chi pensa che la Thailandia, sia un paese povero e privo delle più moderne tecnologie, probabilmente è ancora attaccato a vecchi stereotipi.

Centro commerciale ThailandiaIl più impressionante centro per lo Shopping dovrebbe essere il Paragon, che si trova in Siam Square: 991/1 Rama 1 Rd, nel cuore della città. All’interno troverete molti negozi di alta moda con brend provenienti da Europa e Nord America. Vi è una concessionario della Ferrari  nonché Lamborghini, Maserati e Porsche. E ‘ tutto travolgente! come la maggior parte dei centri commerciali di Bangkok e Pattaya.  Al Paragon troverete un cinema multi sala davvero enorme e ristoranti per palati raffinati. Altri centri dove comperare una infinità di articoli sono il Central World Plaza, l’Emporium, Gaysorn Plaza e Peninsula Plaza. Qui troverete i migliori prodotti dell’alta moda provenienti da tutto il mondo. Segnaliamo inoltre il centro commerciale MBK, noto anche con il nome di  Mahboonkrong. Sempre pieno di giovani tailandesi, soprattutto durante il fine settimana.

Un sacco di grandi marche della moda italiana e internazionale producono i loro capi di abbigliamento e accessori in Thailandia. Le più importanti griffe della moda vengono vendute nei grandi magazzini di Bangkok, Phuket e Pattaya. Marchi famosi come Camel, Guy Laroche, Arrow, John Henry, Yves Saint Laurent, per citarne solo alcuni, sono oggi disponibili a prezzi ragionevoli.

Per l’elettronica e gli elettrodomestici  la Thailandia non è il posto migliore dove comperare, almeno non rispetto ad altri centri commerciali più famosi dell’Asia, come Hong Kong e Singapore. Su alcune cose, come componenti elettronici  (integrati, resistenze, led, ecc), schede di memoria per fotocamere, hard disk e pen drive, la Thailandia offre prezzi più convenienti rispetto a molte altre zone del mondo. Attenzione però alle numerose imitazioni, esistono ad esempio delle pen drive vendute in alcuni centri commerciali di Pattaya e probabilmente anche a Bangkok completamente false, (recentemente sono arrivate anche in Italia), vengono vendute da personaggi senza scrupoli nell’ambito di occasionali fiere aperte al pubblico.

Panthip Plaza sulla Petchamburi rd., vicino Amari Watergate hotel è un imponente complesso conosciuto a Bangkok come un ottimo negozio per computer. Sempre affollato, non vende solo computer e accessori ma anche CD Rom, DVD e dischi Mp3.

Naturalmente può darsi che si desidera acquistare oggetti di tipo diverso, artigianato e così via. Ci sono in questo caso un certo numero di negozi a Bangkok che offrono una selezione di artigianato proveniente da tutto il paese, come il Chak-Tuk-Chak Market, ma in realtà i posti migliori per comprare questo genere di cose sono nelle città di provincia, dove potrete trovare i migliori prezzi e la migliore selezione. Si dice che il mercato notturno di Chiang Mai sia un ottimo posto per acquistare prodotti artigianali, così anche in molte altre zone del nord della Thailandia.

Molti turisti finiscono al mercato notturno di Patpong (Bangkok).

Un mercato che “spaccia” prevalentemente merce contraffatta. Il mercato notturno di Patpong è a detta di molti il posto peggiore in Thailandia per acquistare qualcosa. Tuttavia a Patpong troverete un’ampia gamma di prodotti contraffatti e alcune copie sono particolarmente ben riprodotte.

I beni copiati provengono da diversi fornitori  e un Rolex falso non è uguale all’altro. Troverete quindi Rolex di bassa, media e alta qualità, magliette delle squadre di calcio inglesi e italiane, sempre molto popolari. Anche in questo caso ci sono copie di qualità e altre più scadenti, le migliori sono a mala pena distinguibili da quelle originali. C’è da dire però, che negli ultimi anni la polizia di Bangkok, sta contrastando il fenomeno della contraffazione, quindi non tutte le sere potreste trovare ciò che andate cercando. Infine dobbiamo dire che i venditori ambulanti di questa area di Bangkok offrono ai turisti la merce a prezzi gonfiati e quando intravedono un farang potete vedere lo sguardo degli ambulanti  illuminarsi improvvisamente, ben consapevoli che con una sola vendita realizzeranno un gran profitto. Tuttavia, quello che possiamo dire di questo posto è che vale la pena dargli un’occhiata, uno sguardo in fondo non costa niente.

Una valida alternativa al mercato notturno di Patpong è il mercato di Pratunam, che si trova all’angolo di Petchaburi e Strade Rajadamri, vicino al Amari Watergate Hotel. Questo mercato è famoso per i suoi articoli di abbigliamento e molti rivenditori stranieri vengono qui per fare i loro acquisti a buon mercato. La merce viene poi spedita attraverso i corrieri e venduta sui mercati esteri. Ma Pratunam ha molto di più che abiti, tessuti e abbigliamento. E’ un buon posto per ottenere molte delle cose che si possono comperare a Patpong.

Il mercato più grande di tutti a Bangkok è il Chatuchak Market,(da noi già accennato) noto anche come il mercato del fine settimana. Il modo più semplice per arrivarci è prendere lo Skytrain fino alla stazione di MoChit che si ferma proprio a fianco. Chatuchak Market è enorme e attira, durante il fine settimana, centinaia di migliaia di clienti. La gamma di prodotti offerti è enorme. Questo luogo è un’attrazione turistica in quanto si può comperare di tutto – anche se il 99% delle persone che fanno la spesa sono thailandesi. Tra le “cose” in vendita ci sono animali, tra cui alcuni animali selvatici e ogni sorta di altre cose strane.

Frequentare questo genere di mercato richiede tempo, pazienza e resistenza al caldo in quanto si trova all’aperto ed è molto affollato.
Detto questo, chiunque trascorre qualche giorno a Bangkok dovrebbe farsi un giro al Chatuchak Market. Si chiama mercato del fine settimana per una ragione – è aperto solo il Sabato e Domenica.

Per concludere questo giro “virtuale” di Shopping a Bangkok ricordiamo che se desiderate comperare dei gioielli made in Thailandia a buon mercato, a causa del basso costo della mano d’opera, al momento dell’acquisto dovreste veramente fare molta attenzione, in quanto vi sono alcuni artisti della truffa sempre pronti e ben felici di rifilare dei gioielli perfettamente contraffatti.

Controllate attentamente ed esaminate qualsiasi acquisto importante prima di mettere il vostro denaro sul bancone. E naturalmente buoni acquisti in Thailandia.

Articolo pubblicato da Pattayathailandia.com – Tutti i diritti riservati -

Cambio Euro Baht in Thailandia con Bangkok Bank

Bangkok Bank è la banca leader nel settore bancario thailandese ed è stata a lungo sinonimo di progresso del Paese. L’ istituto bancario Bangkok Bank mette a disposizione anche per gli stranieri i propri servizi assolutamente veloci, convenienti e sicuri. Per chi intende aprire un conto in banca in Thailandia, Bangkok Bank è la soluzione ideale, infatti l’istituto non richiede agli stranieri il visto business o di lavoro, ma è sufficiente il passaporto con visto turistico.  La Bangkok Bank ha moltissime sedi con relativo sportello bancomat nelle principali zone turistiche come Pattaya, Phuket, Samui.

Bancomat Bangkok BankSono sufficienti pochi minuti per aprire un conto in tutta sicurezza. La Bangkok Bank offre inoltre, come molte altre banche in Thailandia, un servizio di cambio euro bath sempre competitivo e conveniente. Qualora si volesse utilizzare il servizio di banking online per trasferire soldi dall’Italia alla Thailandia e viceversa, riceverete la password per operare online. Aprire un conto in banca in Thailandia richiede solo pochi minuti e a differenza dell’ Italia il conto corrente bancario in Thailandia non ha spese. Sono richiesti soltanto 300 baht per ricevere il bancomat, e la password potrete sceglierla personalmente presso l’ATM, con la possibilità di cambiarla in qualsiasi momento.

Per mantenere il conto corrente valido in Thailandia è sufficiente un deposito di appena 500 baht. Magari le banche italiane applicassero le spese di gestione conto seguendo il modello tailandese, in questo caso saremmo tutti più ricchi! Per controllare i tassi di cambio valuta euro bath è possibile consultare online l’apposita pagina della Bangkok Bank: Foreign Exchange Rates

*Attenzione: dal 2009 tutti gli istituti di credito bancari in Thailandia hanno introdotto una tassa per chi preleva attraverso il bancomat (Atm) contanti dall’estero.  Per ogni prelevamento vengono addebitati 150 baht, l’equivalente di ca. €4. Si dovranno inoltre aggiungere le spese di commissione del circuito bancomat in Itala.

Ci sono inoltre pervenute molte segnalazioni da parte dei nostri utenti che segnalano seri problemi nel utilizzare la carta bancomat rilasciata dalla Banca Nazionale del Lavoro Spa (BNL). La carta TopCash eroga meno soldi di quelli richiesti!!!. anziché i canonici 250 Euro, il suo limito di utilizzo con il circuito Cirrus è di appena 70 Euro ogni 24 ore. Di gran lunga migliore il Banco Posta che permette di prelevare dagli ATM thailandesi un massimo di 500 euro al giorno.

Considerando infine la svalutazione dell’euro, vivere in Thailandia nel 2010 non è più conveniente come un tempo. Considerando l’attuale cambio Euro-Baht, per ogni €1000 si perde il 20% ovvero €200. Aimè si prospettano tempi difficili per gli italiani residenti in Thailandia (-:

Lavorare in Thailandia: trovare lavoro in Thailandia

Vi state chiedendo come trovare lavoro in terra thailandese? Bene le opportunità di un lavoro legale a Bangkok o in altre zone del paese per i cittadini stranieri possono essere interessanti per chi desidera un reddito costante e continuare a vivere nel Regno di Thailandia. Anche qui esistono alcune professioni particolarmente ricercate dove è Insegnare in Thailandiapossibile fare carriera e guadagnare discretamente. Lavorare in Thailandia ad esempio come insegnante di inglese è abbastanza facile e di solito le scuole richiedono ai candidati un certificato di studio TEFL / TESOL. Per maggiori informazioni si può consultare il sito jobsabroad.com/Thailand.cfm che al suo interno offre un ottimo motore ricerca lavoro, suddiviso per categorie e professioni: Servizi linguistici e traduzioni, Turismo, Marketing, Servizi di ristorazione ecc..

Esistono ovviamente altri settori dove svolgere una interessante professione in Thailandia, solitamente molte offerte di lavoro per gli stranieri, italiani compresi, provengono dalle società che si occupano di ristorazione. Le figure più richieste in questo campo sono; cuochi, pizzaioli, chef, ma anche direttori d’albergo ecc… Queste sono soltanto alcune delle richieste di assunzione da parte di numerose aziende alberghiere situate nelle zone ad alta densità di strutture turistiche, come Phuket, Pattaya, Samui e alcune zone residenziali di Bangkok.

Per una ampia panoramica riguardo inserzioni di annunci e offerte di lavoro per il Sud Est Asiatico è possibile consultare on-line il forum dedicato al mondo del lavoro nella pagina “JOB” del sito Bangkokpost.com. Qui potrete inserire anche un vostro annuncio per la ricerca di un impiego in Thailandia, scegliendo una delle tre sezioni del forum: 1- Lavoro non-manageriale 2- Manager 3- Senior Manager.

In Thailandia esistono inoltre molte aziende straniere che fortunatamente assumono lavoratori specializzati che provengono da realtà oltre oceano, è pertanto possibile consultare un interessante sito dedicato a chi ricerca lavoro in Thailandia all’ indirizzo: asiajobs77.com

Infine ricordiamo, come già saprete, che per  lavorare legalmente in Thailandia, è necessario avere un permesso di lavoro. Secondo le leggi thailandesi una volta trovato un impiego sarà necessario che il vostro nuovo datore di lavoro invii una lettera per presentarvi all’ambasciata o consolato thailandese richiedendo per voi un regolare ( Work Permit) permesso di lavoro.

Si prega infine di notare che questa sezione fornisce solo consigli agli stranieri che sono alla ricerca di un posto di lavoro a Bangkok o in altre zone del paese. Le regole che si applicano agli stranieri in cerca di lavoro in Thailandia sono molto diverse rispetto alle regole che vengono applicate ai lavoratori tailandesi.

Come si costituisce una società in Tailandia: registrazione e incentivi locali

Investimenti italiani in Tailandia
La partecipazione italiana agli investimenti diretti del Paese e’ piuttosto limitata e comunque inferiore a quella di altri Paesi europei. Tuttavia, anche sotto questo profilo, emergono segnali di miglioramento.
Secondo i dati della Bank of Thailand, gli IDE italiani del quinquennio (2000/2005) hanno registrato un valore di circa 57 milioni US$ ma, a partire dal 2005, sono state registrate nuove operazioni che comprendono anche investimenti diretti finalizzati ad attività industriali produttive promosse dal Board of Investment (l’ente locale preposto alla promozione degli investimenti) e fortemente orientati anche all’esportazione. Tali investimenti hanno interessato diversi settori, tra cui l’agroalimentare, la metalmeccanica, l’industria chimica, l’elettronica, l’industria tessile, la gioielleria, l’arredamento e l’illuminazione.

Rapporti bilaterali
Negli ultimi anni, si e’ assistito ad un forte rilancio dei rapporti bilaterali che ha investito tutti i settori. Stanno emergendo grandi opportunità di cooperazione economica tra i due Paesi. La firma di un ‘Memorandum of Understanding per la promozione delle Piccole e Medie Imprese’ avvenuta in occasione della visita del Primo Ministro Thaksin a Roma, nel settembre 2004, ha creato i presupposti per una più stretta collaborazione a livello economico.

Le PMI svolgono un importante funzione produttiva e commerciale nella struttura economica di entrambi i Paesi e, in tale veste, possono rappresentare un settore chiave per lo sviluppo della collaborazione economica bilaterale. L’interesse a collaborare in tale settore e’ stato ribadito anche in occasione della visita in Tailandia del Vice-Ministro per le Attività Produttive, Adolfo Urso, accompagnato dal Presidente dell’ICE, dal Vice Presidente di Confindustria, e da oltre 40 aziende. Nel corso della visita è stato adottato un nuovo ‘Action Plan’ congiunto che intende implementare alcune priorità di intervento da parte dei due Governi. In tal senso, è stato deciso di istituire un “Desk Italia” presso le istituzioni tailandesi (BOI, OSMEP) al fine di facilitare il flusso di informazioni e monitorare lo sviluppo dei rapporti tra i due paesi in collaborazione con le istituzioni italiane già presenti in loco (Ambasciata, ufficio ICE).

Durante la visita è emerso un forte interesse per le ampie opportunità di collaborazione tra Piccole e Medie Imprese (PMI) che richiedono appropriati incentivi sia per il commercio che per gli investimenti. Da parte tailandese è stato illustrato un ambizioso piano d’azione per rilanciare la cooperazione in tutti i settori di maggiore interesse, moda, gioielleria, cucina, automotive, macchinari, turismo, energia e ambiente. La Tailandia e’, inoltre, molto interessata al modello dei distretti industriali italiani. Dato il riconosciuto ‘Know How’ delle aziende italiane e la necessità per molte di esse di internazionalizzare le proprie attività, si può ipotizzare la creazione di sinergie con le aziende tailandesi che mancano di esperienza ma possono offrire mano d’opera qualificata a costi decisamente contenuti e contare sul supporto di un Paese in forte crescita.

FARE AFFARI IN TAILANDIA
La legislazione che disciplina l’attività economica straniera in Tailandia è in costante evoluzione e, negli ultimi anni, in conformità ad una politica che tende ad attrarre maggiori investimenti nel Paese, si e’ assistito ad una graduale apertura al commercio ed agli investimenti esteri in diversi settori.
Nel 2000, la normativa che si riferisce alla costituzione e all’attività economica di imprese straniere in Tailandia è stata riassunta nel “Foreign Business Act”.
Oltre a dare la definizione di una società straniera (per cui generalmente si intende una società con partecipazione estera superiore al 49%), la suddetta Legge fornisce un elenco delle attività economiche ancora precluse agli stranieri o fortemente condizionate attraverso l’approvazione di specifiche licenze e/o autorizzazioni da parte delle autorità competenti (Ministero del Commercio, il Food and Drugs Administration del Ministry of Public Health).
Tra le attività ‘protette’ o non liberalizzate, rientrano soprattutto quelle che toccano specifici interessi nazionali, come la coltivazione del riso, e talune attività nel settore dei servizi, quali, ad esempio, i servizi bancari, le assicurazioni, i trasporti e le spedizioni, l’import/export, le consulenze, la rivendita al dettaglio, la ristorazione ecc. Pertanto, la maggior parte di tali attività possono essere intraprese da un’impresa straniera soltanto sotto forma di joint-venture, nella quale la maggioranza del capitale sia detenuto da un socio tailandese (minimo 51% del capitale).
Non risultano invece particolari restrizioni per gli investimenti stranieri nei settori industriali e produttivi.
Per una più approfondita consultazione della Legge ed i suoi Allegati, vedasi anche il sito www.dbd.go.th .

Come si costituisce una società in Tailandia

Redazione dell’atto costitutivo
L’atto costitutivo (Memorandum of Association) va registrato presso l’Ufficio del Registro delle Società (il Business Development Office) del Ministero del Commercio e deve includere: il nome dell’azienda, i nomi dei soci che ne fanno parte, la sede della società, l’oggetto sociale e l’ammontare del capitale sociale. Il nome dell’azienda non può essere uguale o simile a quello di altre compagnie e non può utilizzare alcuni nomi elencati dalla normativa che disciplina la registrazione delle società. Le informazioni sul capitale sociale devono invece includere il numero di azioni emesse ed il loro valore nominale. Non esiste un limite minimo di capitale, ma deve essere in linea con gli scopi della società.
Convocazione dell’assemblea dei soci
Una volta stabilita la struttura azionaria, la prima riunione dell’assemblea dei soci sancisce l’inizio delle attività attraverso l’elezione del comitato direttivo e la nomina di un revisore della società.

Registrazione
Entro tre mesi dalla data della prima assemblea, i direttori dell’impresa devono compilare una richiesta formale di registrazione della società. Entro 60 giorni dalla registrazione, l’ufficio delle imposte consegnerà una carta d’identità aziendale.

Permessi e licenze
Nel 1969 è stato introdotto il Factory Act al fine di conformare i regolamenti industriali e commerciali alle normative di altri Paesi. Questo corpus normativo, modificato ed aggiornato, più volte, tra il 1972 e il 1992, contiene tutte le disposizioni relative alla creazione, alla gestione, all’espansione ed alla sicurezza di un’azienda. Negli ultimi anni, il Ministero dell’Industria (Dipartimento dei Lavori Industriali), ha invece introdotto delle nuove disposizioni che tengono anche conto di alcune problematiche ambientali (inquinamento, emissioni e rifiuti, gestione delle acque ecc.) e che prevedono particolari permessi e licenze per lo svolgimento di determinate attività.
Le aziende produttive sono divise in tre categorie: aziende che non devono richiedere licenza di produzione, aziende che devono notificare in anticipo l’inizio della propria attività alle autorità competenti, aziende che devono richiedere licenze al ministero competente per poter iniziare le attività. Per ulteriori approfondimenti si può consultare il sito del Board of Investment (BOI) www.boi.go.th .

Le principali forme societarie riconosciute in Tailandia
Società a responsabilità limitata o per azioni chiusa (private limited company)
E’ la forma societaria maggiormente diffusa per realizzare investimenti esteri diretti in Tailandia. Affinché la società sia costituita, è indispensabile registrare l’atto costitutivo presso il Ministero del Commercio, evidenziando la ragione sociale, l’ammontare del capitale sociale, il numero ed il valore delle azioni e l’elenco dei soci fondatori (che devono essere almeno sette tra persone fisiche e persone giuridiche).

Non esiste un ammontare minimo di capitale sociale, ma la personalità giuridica e la responsabilità limitata si considerano acquisite dopo che l’intero capitale è stato sottoscritto e versato (per almeno un 1/4 del totale). Le azioni, che possono essere nominative o al portatore, sono liberamente trasferibili, ma devono avere lo stesso valore del valore nominale totale. E’ prevista la possibilità di emettere azioni privilegiate. Le decisioni vengono deliberate a maggioranza semplice tranne che in particolari casi (per esempio, la decisione di aumentare il capitale sociale). L’amministratore unico e i membri del consiglio di amministrazione possono essere anche cittadini stranieri e vengono nominati o revocati dall’assemblea dei soci. L’assemblea approva anche il bilancio della società, una volta certificato da una società di revisione.
Società per azioni (public limited company)
Mantiene sostanzialmente le caratteristiche delle private limited company. In questa categoria rientrano anche le società che offrono azioni al pubblico. L’organismo di controllo per la Borsa (SEC) impone delle severe regole per quanto concerne la tutela degli azionisti di minoranza. Il consiglio di amministrazione deve essere composto da almeno cinque membri, la cui metà deve risiedere nel Paese, e lo statuto deve contenere precise disposizioni in tema di trasferimento delle quote.

Società in nome collettivo (ordinary partnership)
E’ una forma societaria priva di una propria personalità giuridica, all’interno della quale tutti i soci rispondono llimitatamente e solidalmente delle obbligazioni sociali. La sua costituzione è molto semplice e si limita, di fatto, alla redazione dell’atto costitutivo in forma scritta.
Società in nome collettivo registrata (registered ordinary partnership)
Mantiene le caratteristiche della precedente, dalla quale differisce per l’iscrizione nel registro delle società e, conseguentemente, per l’acquisizione di una propria personalità giuridica. Esiste una netta separazione tra il patrimonio dei soci e quello della società.
Società in accomandita semplice (limited partnership)
E’ costituita da due distinte categorie di soci: i soci accomandatari, che rispondono in modo illimitato delle obbligazioni sociali, e quelli accomandanti, che risultano estranei all’amministrazione della società e rispondono delle obbligazioni entro i limiti della quota di partecipazione
Ufficio di rappresentanza
Costituisce la forma più semplice per stabilire una rappresentanza di un’impresa nel Paese. Non può svolgere attività commerciali e può agire solo per un periodo limitato (in generale 5 anni). Le spese di funzionamento sono sostenute dalla casa madre. La sua attività deve limitarsi ad una serie precisa di compiti che contempla: le ricerche di mercato e la ricerca di fornitori per la casa madre; la verifica ed il controllo dei prodotti acquistati dalla casa madre sul mercato locale; la diffusione e la promozione dei prodotti forniti dalla casa madre e l’attività di supporto ai clienti locali.

INCENTIVI LOCALI
A seguito della crisi economica del 1997, il Governo tailandese ha adottato nuove misure e provvedimenti al fine di incentivare gli investimenti esteri diretti nel Paese. Tra gli strumenti più efficaci, si collocano senz’altro i programmi del Board of Investment (BOI) e della Industrial Estate Authority of Thailand (IEAT), finalizzati ad attrarre grandi investimenti produttivi. Peraltro, in considerazione del fondamentale ruolo svolto dalle PMI nello sviluppo del Paese, negli ultimi anni il Governo ha sviluppato anche una politica di incentivi volta specificatamente a tale settore.
Board of Investment (BOI)
Le esenzioni fiscali e gli altri incentivi previsti dai programmi del BOI riguardano soprattutto gli investimenti che possono giovare a settori considerati strategici per l’economia del Paese. Il Comitato del BOI analizza, caso per caso, i progetti avanzati dalle aziende, in base ad una lista di “attività eleggibili” e criteri di assegnazione molto precisi.
Al fine di continuare ad usufruire degli incentivi, le imprese devono sistematicamente rendere conto al BOI dei risultati conseguiti.
Gli incentivi di base previsti dal BOI si distinguono in due principali categorie:
Incentivi fiscali: includono l’esenzione o la riduzione dei dazi sull’importazione di macchinari e materie prime, nonché l’esenzione dal pagamento della corporate income tax (tassa sui profitti d’impresa).
Incentivi non fiscali: includono la possibilità di portare in Tailandia personale straniero, di detenere la proprietà di terreni, di esportare i profitti dell’azienda.
Tali incentivi, accordati sotto forma di privilegi, possono variare a seconda dell’entità del progetto, del settore economico e/o della zona in cui si intende effettuare l’investimento. In particolare, le tre c.d. Investment Zones privilegiate dal BOI, hanno lo scopo di promuovere una decentralizzazione della produzione industriale -attualmente concentrata nell’area di Bangkok – verso specifici parchi industriali o zone considerate economicamente arretrate o depresse del Paese.

Per maggiori informazioni sui programmi ed i criteri di assegnazione degli incentivi del BOI, e’ possibile consultare il sito www.boi.go.th, sito ufficiale del Board of Investment (BOI).
Industrial Estate Authority of Thailand (IEAT)
L’Industrial Estate Authority of Thailand (IEAT) e’ un’azienda di stato sotto il controllo del Ministero dell’Industria, che dal 1972 e’ incaricata di promuovere lo sviluppo industriale in tutte le aree del Paese. Allo scopo, la IEAT ha promosso anche la costruzione di appositi distretti (i c.d. Industrial Estates), attrezzati per accogliere gli apparati industriali. In tale ambito, la IEAT svolge un ruolo molto importante anche in tema di ambiente, prevedendo adeguate infrastrutture di supporto, quali i collegamenti logistici, gli impianti di fornitura energetica, i sistemi di smaltimento dei rifiuti, di gestione delle acque ecc., nonché di prevenzione e/o gestione delle emergenze.
Attualmente, la Tailandia conta oltre 30 Industrial Estates, distribuiti in 13 province del Paese, di cui nove gestiti e controllati direttamente dalla IEAT e 21 sviluppati congiuntamente con il settore privato.
Nel complesso, tali distretti ospitano circa 2500 fabbriche, rappresentando un investimento complessivo di 27 miliardi US$ e un impiego di oltre 370,000 persone. A grandi linee, le province interessate dai distretti della IEAT coincidono con le zone economicamente più depresse del Paese e con quelle di investimento privilegiate dal BOI (Board of Investment).
Al fine di favorire al massimo gli investimenti in tali distretti, evitando inutili e dispendiose procedure burocratiche per le aziende, la IEAT ha creato il cosiddetto One Stop Service (OSS), che offre la possibilità di raccogliere tutte le informazioni sugli incentivi previsti, nonché di ottenere i necessari permessi e licenze per le nuove attività di investimento, tramite un unico ufficio.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito www.ieat.go.th (Industrial Estate Authority of Thailand)
In generale, gli incentivi del BOI e dei distretti industriali promossi dall’IEAT non sono in contrasto e quindi possono essere perseguiti contemporaneamente.
Office of Small and Medium Enterprises Promotion (OSMEP)
L’OSMEP dipende dal Ministero per l’Industria ed ha lo scopo di elaborare adeguate politiche di promozione e di sostegno per le Piccole e Medie Imprese. In tale prospettiva, l’OSMEP lavora in sinergia con altri uffici e istituzioni del Governo che hanno una competenza o svolgono un ruolo di rilievo per questo specifico settore.
In considerazione dell’importante ruolo che questa categoria di aziende svolge per l’economia del Paese, in uno scenario di crescente competizione con altri Paesi asiatici, negli ultimi anni la Tailandia ha sentito la necessità di incoraggiare una incisiva riqualificazione del settore, con mirati piani di intervento sia politici che normativi.
Tenendo conto dei principali punti di forza, nonché dei punti di debolezza delle PMI, l’Ufficio dell’OSMEP sta quindi puntando sull’innovazione di prodotti ad alto valore aggiunto e sul mantenimento di elevati standard qualitativi. In tale prospettiva, svolge un’importante funzione la Ricerca & lo Sviluppo, la formazione e la riqualificazione del personale e la possibilità accedere più facilmente a fonti di finanziamento.
Per maggiori informazioni delle politiche e gli incentivi dell’OSMEP e’ possibile consultare il sito www.sme.go.th

INCENTIVI ITALIANI
L’impresa italiana che intende avviare un’attività economica o commerciale in Tailandia può prendere in considerazione alcune misure di supporto offerte dal Sistema Italia. Oltre ai servizi offerti nell’ambito del nuovo Sportello Unico (Ufficio commerciale dell’Ambasciata, Istituto per il Commercio Estero) e dalla Camera di Commercio Italo-Tailandese, esistono specifici servizi di supporto offerti da SACE (la Società di Assicurazione del Commercio Estero) e SIMEST (finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese italiane all’estero).
SIMEST3
La Simest offre una vasta gamma di servizi alle imprese intenzionate ad espandersi in territorio straniero, sia attraverso la pura e semplice esportazione, che attraverso l’impianto di strutture di supporto per il commercio e/o la delocalizzazione produttiva. Un occhio di riguardo viene riservato anche alle PMI che intendano svolgere attività all’estero, ivi incluse le imprese commerciali, artigiane e turistiche, nonché le cooperative ed i consorzi. La Simest può intervenire in tutti i paesi al di fuori dell’Unione Europea e, per quanto riguarda il supporto agli investimenti, esso viene concesso in tutti i paesi ove siano state adottate misure di salvaguardia o che siano firmatari di accordi destinati alla protezione degli investimenti stranieri.
Per gli investimenti all’estero:
la Simest sottoscrive fino al 25% del capitale delle società all’estero partecipate da imprese italiane; agevola il finanziamento di quote sottoscritte dal partner italiano in società o imprese all’estero; gestisce fondi di Venture Capital.

Per gli scambi commerciali:
la Simest agevola i crediti all’esportazione; finanzia studi di fattibilità e programmi di assistenza tecnica; finanzia programmi di penetrazione commerciale; finanzia spese di partecipazione a gare internazionali; fornisce servizi di assistenza e consulenza per tutte le fasi dell’avvio e della realizzazione di investimenti all’estero; in quanto membro dell’INTERACT-EDFI (l’associazione europea delle finanziarie di sviluppo) è in grado di attivare una fitta rete di relazioni e informazioni da mettere a disposizione delle imprese italiane per le loro attività all’estero.
Per quanto riguarda la Tailandia è da notare che, dal settembre 2005, le imprese italiane che intendano operare con/in questo Paese possono accedere anche al Fondo Mediterraneo, reso operativo per i Paesi colpiti dal maremoto del 26 dicembre 2004.

Nel corso della visita del Vice Ministro Adolfo Urso, del Novembre 2005, e’ stato firmato un Memorandum of Understanding tra Simest ed il Board of Investment (BOI) tailandese riguardante la cooperazione nell’ambito della promozione degli investimenti nei rispettivi Paese.

Tale Fondo ha una dotazione di circa 55 milioni di Euro e interessa già le imprese che operano in diversi Paesi del Mediterraneo, Medio Oriente e Africani. Ne possono beneficiare le imprese italiane che realizzano investimenti in detti Paesi, con o senza partner locali. Una quota del Fondo è riservata alle iniziative delle PMI mentre un’altra quota è riservata alle imprese aventi sede nel Mezzogiorno o nelle altre aree depresse del Paese, anche in associazione con altre imprese nazionali, con una priorità riservata alle PMI.
Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito web www.simest.it
SACE
SACE, la Società di Assicurazione del Commercio Estero, svolge attività di assicurazione, riassicurazione e garanzia dei rischi di carattere politico, valutario e commerciale a favore delle imprese e delle banche italiane che esportano o investono in Paesi esteri. SACE è una Società per Azioni e il suo capitale sociale è interamente detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Tradizionalmente impegnata a sostenere operazioni a medio-lungo termine in paesi non OCSE, SACE ha recentemente costituito la società SACE BT (controllata al 100%) attraverso la quale può operare anche sul mercato delle esportazioni a breve termine verso paesi OCSE, un comparto molto dinamico che interessa in particolar modo le aziende di piccole e medie dimensioni. Inoltre, SACE BT ha recentemente acquisito (per una quota del 70%) la società Assedile, specializzata nel Ramo Cauzioni.
SACE, la cui missione è quella di favorire la crescita di competitività delle imprese italiane, offre soluzioni assicurative destinate alle aziende, alle banche (istituti di credito italiani e esteri che concedono finanziamenti per le esportazioni) e soluzioni relative a “prodotti globali” caratterizzati da un alto contenuto finanziario. SACE ha adottato a tal fine un modello produttivo, articolato in 5 linee di business, che consente di ottimizzare lo sviluppo delle attività e di presidiarle con expertise focalizzate su prodotti e clientele specifiche: Banche, Aziende, PMI, Prodotti Globali (come credit insurance, polizze assicurative a copertura degli investimenti, servizi di consulenza, altri prodotti finanziari) e SACE BT.
Per maggiori informazioni consultare il sito web www.sace.it .

ALTRE QUESTIONI DI ACCESSO AL MERCATO
Barriere tariffarie
Per le importazioni provenienti dai Paesi dell’Unione Europea, il sistema doganale tailandese presenta, a titolo generale, le seguenti caratteristiche:
1. E’ piuttosto favorevole per le importazioni di quasi tutti i tipi di macchinari ed impianti industriali, ai quali si applicano aliquote basse, nella media del 5% sul valore CIF, mentre si applicano aliquote più elevate – tra il 20% e il 30% sul valore CIF- per le parti ed i componenti.
2. Ha tariffe molto elevate per le importazioni di beni di consumo, in particolare per i beni considerati di lusso, per i quali dal 1998 si applicano aliquote che vanno mediamente dal 20% al 49% (profumi, cosmetici, pelletteria, cristalleria, gioielleria, ecc.), anche se negli ultimi anni la situazione è gradualmente migliorata.
Le merci provenienti dai Paesi ASEAN sono soggette ad un trattamento daziario preferenziale. Godono di un regime tariffario preferenziale anche le merci contenute in alcune liste sensibili indicate nei diversi trattati bilaterali di libero scambio.
Per approfondimenti, consultare il sito web della dogana tailandese www.customs.go.th

Barriere non tariffarie
Per quanto riguarda le licenze ed i permessi di importazione, negli ultimi anni la Tailandia si e’ impegnata a modificare diverse procedure di importazione per far fede agli impegni presi in sede WTO.
Le licenze di importazione sono ancora necessarie per 42 categorie di prodotti, tra cui molte materie prime, come caffè, riso, te’, sete, tessuti, prodotti petroliferi e farmaceutici. E’ invece vietata l’importazione di alcuni articoli, come i motocicli usati e le relativi parti di ricambio, i frigoriferi CFC e altri specifici apparecchi (ad esempio le slot-machines). L’importazione di prodotti che non richiedono licenza potrebbe essere comunque subordinata ai regolamenti delle autorità competenti, che prevedono speciali permessi, balzelli supplementari, certificati sanitari e/o di origine.

Farmaci, cosmetici e prodotti alimentari
La normativa locale richiede specifici permessi sanitari e fitosanitari per le importazioni di prodotti di origine animale e/o vegetale, mentre l’importazione di farmaci e cosmetici, nonché di tutti i prodotti alimentari, devono essere registrati ed autorizzati dal Food and Drug Administration (FDA), attraverso una minuziosa procedura che riguarda ogni confezione di prodotto destinato alla distribuzione. Una recente regolamentazione prevede inoltre un certificato di sicurezza alimentare da allegare a ciascun lotto di spedizione di alcuni determinati prodotti, tra cui il latte in polvere ed il latte per l’accrescimento, il miele, la frutta e la verdura fresca, i prodotti alimentari congelati od essiccati, gli integratori dietetici ed cibi o le bevande in contenitori sigillati ecc..

Carne bovina
A seguito delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Salute Animale (OIE) il Department of Livestock Development (DLD) ha siglato una direttiva per eliminare i divieti all’importazione di muscolo di manzo disossato e prodotti derivati dal sangue bovino provenienti da paesi a rischio BSE, qualora siano rispettati alcuni parametri specificati dalla OIE (ad es. sull’età dell’animale e sulle tecniche di macellazione).

La direttiva è divenuta effettiva a gennaio del 2006.
Bevande alcoliche e tabacco
L’importazione di questi prodotti richiede una particolare licenza di importazione rilasciata dal Thai Excise Department. Le importazioni di alcolici e di vino sono inoltre soggette a elevate tassazioni extra doganali che fanno quadruplicare il prezzo del prodotto ancora prima di essere immesso nel mercato.
Distribuzione e rivendita al dettaglio
Il Governo tailandese intende modificare alcune norme che riguardano la localizzazione di centri commerciali stranieri con una superficie superiore ai 1000 mq, che, attualmente, possono essere costruiti solo a 15km dalle aree urbane.

Marmo
La Tailandia si è recentemente dichiarata disponibile ad eliminare le restrizioni sulle importazioni di blocchi e lastre grezze di marmo e granito. Dal 2003 il Governo tailandese ha provveduto ad attenuare i limiti all’importazione di questi prodotti.

Settore bancario
Le banche straniere hanno diritto all’apertura di quattro succursali, tre delle quali fuori dalla capitale o nelle province adiacenti Bangkok. Inoltre esistono dei limiti sulla percentuale di personale straniero che può prestarvi servizio. Tuttavia, gli Istituti di Credito che operano sul mercato locale assicurano che i permessi di assunzione di personale straniero sono concessi facilmente dalle autorità competenti. Dal 1997, la quota di proprietà estera di banche tailandesi può superare il 49%, per un periodo di 10 anni, una volta trascorsi i quali, l’investitore straniero non potrà più acquistare quote aggiuntive nella stessa banca.

Telecomunicazioni
Dal novembre 2004 e’ stato istituito il National Telecommunication Committee (NTC) che ha il compito di implementare il Telecommunication Business Act (TBA) siglato nel 2001. Il tetto di partecipazioni straniere nelle compagnie di telecomunicazione è del 49%.
Tutela dei diritti di proprietà intellettuale
La Tailandia non è tra i firmatari della Convenzione di Parigi per la Protezione della Proprietà Intellettuale, ma e’ membro del WTO e, in quanto tale, vincolata dai termini del TRIPs (Trade Related Aspects of Intellectual Property). La volontà di adeguarsi a quanto previsto in materia dal WTO negli ultimi anni ha portato il Paese a dotarsi di una legislazione più completa in questo campo.
Sebbene la legislazione si stia gradualmente adeguando alle nuove esigenze del mercato internazionale, il Paese risulta ancora essere centro di transito, ed in parte di produzione, di un’elevatissima quantità di beni contraffatti. I più recenti dati dell’UE mettono in luce come la Tailandia sia il principale Paese di provenienza di alcune categorie di prodotti contraffatti (abbigliamento, borse e accessori, orologi e gioielli, prodotti audio- ottici, giocattoli ed articoli per bambini, etc.). In considerazione di ciò, le autorità tailandesi stanno cercando di utilizzare adeguati strumenti di tutela della proprietà intellettuale (ad esempio la Central Intellectual Property and International Trade Court ) inasprendo la lotta alla contraffazione ed alla pirateria.
Recentemente il governo ha effettuato operazioni più frequenti di sequestro e di distruzione di prodotti contraffatti ed ha avviato specifiche campagne d’informazione.

In tale ambito, il Governo tailandese lavora in sinergia con la EU IPR Network, e il programma ECAP II che, per il periodo 2003-2006, prevede oltre 100 progetti e iniziative (seminari, workshops, assistenza tecnica, corsi di formazione etc.) diretti a promuovere il rispetto della Proprietà Intellettuale in questo Paese.
Brevetti stranieri (Patents)
Secondo la normativa locale, i brevetti stranieri che non abbiano ottenuto un apposito brevetto dalle autorità tailandesi non hanno diritto ad alcuna protezione. Tuttavia, gli stranieri titolari di brevetti, o che detengano i diritti relativi ad invenzioni o modelli in Paesi terzi, possono concludere accordi commerciali con controparti tailandesi e ricercare un livello equivalente di protezione per mezzo di obblighi contrattuali e licenze.
Marchi di fabbrica (Trademarks)
I marchi di fabbrica possono essere registrati presso il Dipartimento per la Proprietà Intellettuale del Ministero del Commercio. La registrazione, che garantisce la tutela nel mercato nazionale, ha una validità di 10 anni e può essere rinnovato per ulteriori 10 anni.
Diritto d’ Autore (Copyright)
Il Copyright Act del 1994 tutela i diritti d’autore per opere letterarie, artistiche, cinematografiche etc., senza che sia necessaria la registrazione. Tuttavia, a maggiore garanzia di tutela, e’ possibile registrare le opere presso il Dipartimento di Proprietà Intellettuale del Ministero del Commercio. Le pene per i reati connessi in questa materia prevedono forti multe finanziarie, e in alcuni casi, anche l’incarcerazione.

CONTATTI UTILI
Ambasciata d’Italia
399, Nang Linchee Rd, Thungmahamek, Yannawa, Bangkok 10120
Tel. +662 2854090/1/2/3, +662 2854433, +662 2854434
Fax. +662 2854793
E-mail: ambasciata.bangkok@esteri.it
Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata d’Italia
14th floor, Bubhajit Building
20 North Sathorn Rd, Silom Bangrak, Bangkok 10500
Tel. +662 2666512-13-14,
Fax. +662 2666511
E-mail: ambasciata.bangkok@esteri.it
Istituto per il Commercio Estero Ufficio di Bangkok
14th floor, Bubhajit Building
20 North Sathorn Rd, Silom Bangrak, Bangkok 10500
Tel. +662 6338491, 6338355,
Fax. 662 6338494
E-mail: bangkok.bangkok@ice.it,
icebkkth@loxinfo.co.th
Thai Italian Chamber of Commerce
16th floor (Room 1601B),
1126/2 Vanit Building 2,
New Petchburi Rd,
Bangkok 10400
Tel. +662 253.9909 or 255.8695
Fax. +662 253.9896
E-mail: info@thaitch.org
The Office of Small and Medium Enterprises Promotion
17th floor, TST Building Tower,
21 Vipavadi-Rangsit Rd, Jatujak,
Bangkok 10900
Tel. +662 278-8800
Fax. +662 273-8850
E-Mail: info@sme.go.th
The Board of Investment
Head Office: 555 Vibhavadi-Rangsit Rd, Chatuchak, Bangkok 10900
Tel. +662 537-8111-55, 2537-8555,
Fax. +662 537-8177,
E-Mail: head@boi.go.th
Industrial Estate Authority of Thailand
618 Nikommakkasan Rd, Rajthevee, Bangkok 10400
Tel. +662 253 0561,
Fax. +662 253 4086
E-mail: ieat@ieat.go.th 21
MDA SARA CO., LTD
14th floor (Suite1410)
River Wing West, Empire Tower
195 South Sathorn Rd, Yannawa,
Bangkok 10120
Tel. +662 670 3888
Fax. +662 670 2888
E-mail: lvianelli@mda.it
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SITI WEB
www.boi.go.th Board of Investment (BOI)
www.ieat.go.th Industrial Estate Authority of Thailand (IEAT)
www.sme.go.th Office of Small and Medium Enterprise Promotion
(OSMEP)
www.moc.go.th Ministry of Commerce Thailand
Department of Trade and Negotiation
www.nesdb.go.th National Economic and Social Development Board
www.bangkokpost.com Bangkok Post
www.nationmultimedia.com The Nation
www.ambbangkok.esteri.it Ambasciata d’Italia Bangkok
www.ice.it Istituto per il Commercio Estero
www.thaitch.org Thai Italian Chamber of Commerce
www.mda.it MDA SARA CO., LTD
www.simest.it SIMEST
www.sace.it SACE
www.worldbank.org.th World Bank
www.eiu.com Economist Intelligence Unit (EIU)
www.economist.com The Economist
www.bbc.com British Broadcasting Company, Country Profiles

Vedi anche  (parte prima) > Investire in Thailandia: avviare un’attività commerciale in Tailandia

Investire in Thailandia: avviare un’attività commerciale in Tailandia

L’obiettivo di questa pagina è di fornire informazioni utili per gli operatori italiani che intendono avviare un’attività economica e/o commerciale in Thailandia. A tal fine, offriamo un quadro introduttivo delle principali normative locali di riferimento, degli incentivi o degli altri strumenti di supporto per gli operatori economici interessati a questo Paese e degli eventuali ostacoli di accesso al mercato.

Parte 1

PERCHE’ LA THAILANDIA
La Tailandia rappresenta oggi uno dei paesi più interessanti del Sud-Est Asiatico sotto il profilo commerciale ed economico, anche grazie alla posizione strategica e alla sua appartenenza all’ASEAN, che la pongono al centro di un mercato di oltre 500 milioni di persone.
Il Paese ha saputo superare con tempestività ed efficacia il periodo di rallentamento economico susseguente alla crisi finanziaria del 1997, recuperando in breve tempo piena competitività sui mercati internazionali.

La Tailandia si propone oggi come “hub” regionale per la penetrazione in tutto il mercato asiatico, grazie ad un insieme di elementi favorevoli che possono rendere questo Paese di estremo interesse per gli imprenditori stranieri.
La Thailandia, che già gode di un sistema infrastrutturale di alto livello, ha programmato di spendere oltre 40 miliardi di dollari in progetti pubblici di modernizzazione e sviluppo delle infrastrutture nei prossimi anni. Tali investimenti riguarderanno in via prioritaria le infrastrutture per il settore dei trasporti (19%) e lo sviluppo dei trasporti di massa (25%), ma anche l’edilizia privata, il sistema idrico e il settore energetico, le telecomunicazioni, l’educazione e la sanità.

Allo scopo di affermare il suo carattere di “porta d’accesso” per il sud-est asiatico e più in generale per altri mercati strategici dell’Asia, la Tailandia sta investendo già da tempo nelle sue potenzialità di ‘hub’ regionale. Grazie allo sviluppo di migliori collegamenti e al nuovo aeroporto internazionale di Bangkok, il Paese intende proporsi come rotta privilegiata per tutti i trasporti asiatici, favorendo anche la propria vocazione produttiva fortemente orientata all’export ed al commercio internazionale.

Oltre alla rete dei trasporti e delle comunicazioni, il Paese vanta un ottimo livello d’infrastrutture e può contare sia su un forte settore produttivo, che su un eccellente settore dei servizi, qualificati ed efficienti. Nel complesso, la Tailandia e’ un Paese dinamico e moderno che sta investendo molto nell’innovazione, anche tecnologica e scientifica.
Negli ultimi anni sono state adottate diverse misure di incentivo per i settori dello sviluppo tecnologico, la riqualificazione del personale e la realizzazione di prodotti ad alto valore aggiunto e, al fine di incoraggiare gli investimenti, sono stati inaugurati anche diversi parchi industriali che offrono strutture e servizi all’avanguardia per le aziende che intendano investirvi.

Paragonato per esempio alla Cina, il mercato Tailandese è certamente più facilmente accessibile ed occidentalizzato. La legislazione del lavoro è flessibile, la mano d’opera è qualificata e a costo relativamente basso, le garanzie giudiziarie affidabili. Per un’azienda di piccole o medie dimensioni, che intenda avventurarsi in Asia, la Tailandia può rappresentare un’alternativa di grande interesse.

Il Governo tailandese promuove fortemente gli investimenti esteri diretti, con specifici programmi ed incentivi, gestiti da appositi istituti come il Board of Investment (BOI) e l’Office of Small and Medium Enterprises Promotion (OSMEP). Già nel 2004, uno studio della Commissione per il Commercio e lo Sviluppo delle Nazioni Unite classificava la Thailandia come la quarta nazione più attraente per gli investimenti stranieri. Di pari passo con queste politiche, si è registrata una evoluzione normativa che, nel conformarsi agli impegni presi sul piano internazionale, ha favorito sia gli scambi commerciali che la penetrazione di imprese straniere sul mercato locale. Lo stesso sistema finanziario e creditizio, fortemente colpito dalla crisi finanziaria del 1997, ha beneficiato di un incisivo processo di riforme che ne ha aumentato la trasparenza e la solidità. Inoltre, a dimostrazione della sua crescente apertura agli scambi ed alla cooperazione internazionale, il Paese sta lavorando attivamente per risolvere alcune questioni aperte in tema di accesso al mercato, come i programmi di lotta alla contraffazione e la tutela della proprietà intellettuale promossi di concerto con l’Unione Europea.

Rapporti con l’estero
La Tailandia e’ sostanzialmente favorevole alla liberalizzazione del commercio internazionale e le sue posizioni in ambito multilaterale (ASEAN, WTO, ASEM, APEC) sono solitamente coerenti con tale posizione. Negli ultimi anni essa ha inoltre avviato vari negoziati per accordi bilaterali di libero scambio.
Oltre ad alcuni accordi specifici con i propri partner dell’Asean, il Governo tailandese ha stipulato accordi o avviato negoziati di libero scambio con diversi Paesi dell’Asia e del Pacifico, quali l’Australia, la Nuova Zelanda, la Corea e il Giappone. Con India e Cina, il Governo ha già concluso degli accordi “Early Harvest” che riguardano delle liste di prodotti agricoli, ma sta già considerando la negoziazione di accordi di libero scambio in altri settori.

Con gli Stati Uniti, esiste già un rapporto preferenziale in virtù dell’Amity Treaty del 1966. Al momento i due Paesi stanno negoziando un accordo di libero scambio di ampio respiro.
Per quanto riguarda i Paesi dell’UE, i rapporti bilaterali fanno riferimento all’accordo di cooperazione economica UE-ASEAN del 1980 e, sebbene non esista un accordo specifico tra la Tailandia e l’Unione Europea, la Tailandia trae beneficio dal Sistema delle Preferenze Generalizzate che favorisce le importazioni di alcuni suoi prodotti nell’area dell’UE.

Attualmente principali destinatari delle esportazioni tailandesi sono gli Stati Uniti(15,39%), il Giappone (13,67%), Cina (8,28%), Singapore (6,76%), Hong Kong (5,56%) Tra i Paesi dell’Unione Europea il primo cliente è il Regno Unito, che si colloca al nono posto tra i Paesi acquirenti. Per quanto riguarda le importazioni, il principale partner è il Giappone (22.05%), seguito da Cina (9,44%), Stati Uniti (7,35%), Malesia (6,85%), Emirati Arabi Uniti (4,82%) Singapore (4,55%), il primo paese fornitore dell’Unione Europea è la Germania che si colloca all’undicesimo posto (2,71%).
I principali prodotti esportati dalla Tailandia sono i prodotti informatici, gli apparati elettrici, i prodotti chimici, gioielleria e abbigliamento. L’industria automobilistica è in grande crescita, così come il numero di vetture esportate. Le principali voci di prodotti importati riguardano i prodotti petroliferi, i beni capitali ed i semi lavorati.

L’ITALIA E LA TAILANDIA:  gli operatori italiani in Thailandia
In Tailandia risultano circa 1700 italiani residenti e oltre 500 imprese a partecipazione italiana (dati del Ministero del Commercio tailandese, comprensivi delle società legate alla ristorazione). Dal 1979 esiste una Camera di Commercio Italo -Tailandese ( The Thai-Italian Chamber of Commerce).
In Tailandia operano soprattutto aziende italiane di piccole medie dimensioni, sotto forma di joint venture con imprese locali, filiali od uffici di rappresentanza. L’attività economica italiana si concentra su alcuni settori dei servizi (import-export, ristorazione e rivendita, packaging e imballaggi, fornitura di macchinari, materiali elettrici ed edili) e solo alcune aziende sono impegnate in attività produttive. Nel settore finanziario e creditizio sono presenti il San Paolo IMI, con un Ufficio di Rappresentanza a Bangkok, e le Generali tra le assicurazioni (da segnalare, la presenza di ABN Ambro e Paribas, visto il controllo da essi di recente acquisito su alcuni istitui di credito italiani).
La presenza italiana è particolarmente forte nella ristorazione, nel settore eno-gastronomico ed in quello del design e del lusso.
Il crescente interesse italiano per il mercato locale, nonché il particolare momento propizio dei rapporti economici bilaterali, ha più recentemente incoraggiato l’apertura di nuovi Uffici di Rappresentanza commerciale e di società di consulenza a supporto dell’imprenditoria italiana.

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